“Foglie d’acanto e bottoni d’oro”, tecniche e stili della miniatura medievale
31 Gen, 2017
miniatura medievale

Da quest’anno l’Opera della Metropolitana di Siena vuole ricordare l’attività didattica che veniva svolta tra la fine dell’Ottocento ed i primi anni del Novecento, all’interno delle cosiddette “Scuole dell’Opera”, attraverso un corso teorico/pratico dal titolo: “Foglie d’acanto e bottoni d’oro” – tecniche e stili della miniatura medievale.

Curatore del corso, che si terrà all’interno della Libreria Piccolomini il 9, 10 e 11 febbraio a partire dalle ore 10:30, sarà Francesco Mori, storico dell’arte e pittore.

Il corso è volto ad illustrare le tecniche e lo stile della miniatura medievale. In scrupoloso accordo con le prescrizioni del manuale trecentesco noto come De arte illuminandi e di altri celebri ricettari medievali (Teofilo, Mappae clavicula ecc….), saranno eseguiti dai corsisti tutti i passaggi necessari alla realizzazione di una miniatura su pergamena.

Al fine di ripercorrere l’intero iter della decorazione libraria, così come veniva svolta all’interno delle botteghe degli antichi\ cartolai-miniatori, il corso si strutturerà nelle seguenti fasi:

Disegno dei modelli con punta di piombo su pergamena animale
Ripasso del disegno con inchiostro ferro-gallico
Stesura dei pigmenti minerali che costituiscono la base della miniatura
Ombreggiatura della “base” con succhi vegetali
Stesura delle luci con colori minerali artificiali

La miniatura medievale è infatti caratterizzata dalla cosiddetta tecnica dei tre strati. Il primo di essi, detta “base” (punto 3) è quasi sempre costituito da una pigmento minerale di origine naturale o da una lacca, la sua caratteristica è l’opacità e l’alto potere coprente. Successivamente il miniatore stendeva sulla base dei succhi estratti in prevalenza da vegetali (fiori di iris, legno brasile, indaco, tornasole, erba gualda ecc..), i quali coloravano lo strato sottostante di tinte acquose e trasparenti in corrispondenza delle ombre. L’ultima mano di pigmento, di solito un minerale di sintesi derivato dal piombo (biacca, giallo di piombo e minio), veniva stesa dove si intendeva rilevare i punti in luce.

Le miniature da riprodurre saranno tratte dalle decorazioni che bordano le pagine dei corali della quattrocentesca Libreria Piccolomini, all’interno del Duomo di Siena. L’evento sarà reso ancor più accattivante in quanto il corso si svolgerà in questo stesso spazio, con sotto gli occhi i capolavori originali.

Il corso comprenderà anche una parte teorica, volta a descrivere la natura e i processi di produzione dei principali colori utilizzati dagli antichi miniatori, sia minerali che vegetali. In tale sezione saranno proiettati opzionalmente dei filmati e delle presentazioni da supporto digitale, per i quali si richiede agli organizzatori di allestire un proiettore o uno schermo TV atto ad essere collegato a un pc (anche fuori dalla Libreria Piccolomini).

Il corso è rivolto sia a principianti che ad esperti, i quali intendano coniugare alle loro conoscenze teoriche una seria ricostruzione filologica dei materiali e delle forme inerenti alla miniatura. La duplice formazione di Francesco Mori, storico dell’arte e pittore, garantisce che ogni azione o processo abbia a monte una fonte storica e documentaria rintracciabile.
Corso teorico pratico 9-10-11 febbraio 2017. L’appuntamento è a numero chiuso, è obbligatoria la prenotazione 0577/286300

opasiena@operalaboratori.com