Focardi: “La fine di un incubo. Convinto di aver salvato l’Università.”
20 Lug, 2016
SILVANO FOCARDI RETTORE UNIVERSITà DI SIENA

“La fine di un incubo.” Così l’ex Rettore Silvano Focardi, tra i 12 imputati del caso definito del “Buco all’Ateneo”, ha commentato ai nostri microfoni la sentenza arrivata ieri sera dopo la pronuncia del Tribunale di Siena. Un tormento che prese inizio quando le Fiamme Gialle iniziarono a spulciare i bilancio dell’Ateneo senese per il periodo 2004-2007 scovando un ammanco di oltre 200 milioni di euro. Dopo 8 anni di indagini si arriva così ad un’assoluzione per il primo grado di giudizio. Alla base dell’accusa vi era il gonfiamento dei bilanci “per far apparire sano lo stato di salute dell’istituzione contabilizzando residui attivi inesistenti per decine di milioni”.

“Quando abbiamo scoperto il problema siamo andati dopo tre giorni in procura, non abbiamo avuto nemmeno il tempo di preparare i materiale, e dopo ci si trova coinvolti ed accusati di essere i responsabili di ciò che è stato fatto, per altro non per mancanza di attenzione ma per aver collaborato a falsare il bilancio. Io sono convinto di aver salvato l’Università. Senza la mia denuncia non sarebbe stato recuperato più niente.”

Sono parole amare quello di Silvano Focardi, che racconta i suoi 8 anni di calvario giudiziario.

“Nel 2010, al momento della mia uscita l’ateneo aveva un Debito ed un Disavanzo di 18milioni ed un disavanzo, mentre nel 2008 avevo 250milioni di debito e 65 milioni di disavanzo, la situazione era enormemente mutato. Trovarmi come colpevole con un’Università che mi ha chiesto 12 milioni di danni di indagine è stata una cosa che mi ha fatto ribrezzo.”

In cambio Focardi non chiederà i danni all’Ateneo; diversa sarà la situazione nei confronti di coloro che lo avrebbero calunniato: “è sconvolgente vedere come una persona può trovarsi coinvolta in un processo giudiziario senza fine a causa delle false dichiarazioni di due persone. E’ una cosa inaccettabile. Di fronte a tutto questo non si può stare mai tranquilli. Ho rinunciato a molte cose in questi anni, ho dovuto dire no ad importanti posizioni sia dal punto di vista remunerativo che di immagine, per paura delle voci e delle implicazioni che potevo ricreare.”

Nei confronti della Magistratura Focardi esprime la sua gratitudine, per un processo “condotto con grande attenzione, leggendo attentamente le carte, grazie alla competenza del personale giudiziario”.

“Nel corso della mia vita ho ricoperto molti ruoli importanti e non ho mai avuto problemi con la giustizia. Nel momento in cui sono diventato Rettore, la mia denuncia per le discrepanze economiche dell’Ateneo ha portato allo scoppio di un caso che mi ha travolto. Ci sono state denunce che hanno dell’assurdo, dall’acquisto di pesci per alcune cene a me ignote, all’incontro, mai esistito, effettuato con quelli che poi si sono dimostrati falsi testimoni per gonfiare il bilancio. Siamo arrivati fino al processo per la sparizione di un timbro durante le elezioni studentesche, per il quale mi è stato imputato l’abuso di ufficio visto che avevo affermato che le elezioni erano state condotte regolarmente.” Così conclude la sua intervista Silvano Focardi, che si dichiara sollevato, almeno per il momento, per la sentenza di ieri pomeriggio.

 

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