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Fiepet Confersercenti Siena: “Ossigeno per la ristorazione, oppure entro breve a Siena non si mangia“

“Fra poco tempo potrebbe essere molto difficile trovare da mangiare anche a Siena. Sicuramente per chi lavora nella ristorazione, ma anche per i cittadini che non possono o non vogliono mangiare sempre a casa”. Così Michele Vitale, Presidente provinciale dei ristoratori Fiepet Confesercenti Siena, riassume la drammatica prospettiva che si sta profilando per uno dei settori più rilevanti del Terziario locale. Il rinvio della possibilità di apertura al 1 giugno, per Bar e Ristoranti, prospetta un altro durissimo colpo alle attività già provate dal lungo lockdown: “Siamo convinti che si debbano trovare soluzioni per coniugare salute e ripartenza: le attività rischiano di non sopravvivere a meno di interventi forti, decisi e immediati che finora non si non visti a sufficienza né a livello nazionale né a livello locale – spiega Vitale – servono misure che guardino in prospettiva: la sola facoltà di riaprire, più o meno tardi che avvenga, non potrà essere risolutiva. I ristoranti riapriranno, ma con quale redditività nell’immediato? Realisticamente, quanti coperti potranno essere occupati, specie nelle prima settimane?”.

Per questo motivo, secondo Vitale, non si può girare intorno al succo della drammatica questione: “c’è bisogno di disposizioni straordinarie che ci permettano per i prossimi mesi di abbattere i costi e far fronte ai mancati incassi – dice – solo così potremo tentare di salvaguardare professionalità e avviamento. Serve l’abbattimento degli affitti commerciali attraverso il riconoscimento di un credito d’imposta ai proprietari, la defiscalizzazione dei Dpi, la decontribuzione per i lavoratori che ritornano attivi. Altrimenti saremo costretti e mandare a casa persone che magari lavorano in sala o in cucina da decenni. Con quale faccia potremo farlo?”.

Quello della ristorazione è peraltro un comparto non abituato a stare con le mani in mano: “in questo periodo diversi tra noi stanno cercando di intercettare nuovi spiragli: la consegna a domicilo, l’asporto, la personalizzazione delle proposte – aggiunge Vitale – pur nel disorientamento dei continui cambi di normativa. Dovremo tutti andare verso un modo nuovo di porci, e siamo pronti a metterci in gioco su questo. Ma in questa fase serve ossigeno, altrimenti parecchi rimarranno senza cena”.

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