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Festival della Salute: “siamo vulnerabili ma dalla crisi ne usciamo più forti”

“La paura è arrivata improvvisamente e l’uomo ha capito di essere più piccolo di quello che pensava rispetto alla natura, poi però ha trovato la strada per uscire dalla crisi creando un vaccino grazie alla tecnologia” con queste parole Andrea Vianello, direttore Rai New 24 ha aperto la conferenza che vedeva relatori il filosofo Philip Larrey, il medico diabetologo Francesco Dotta e l’imprenditore digitale Andrea Pezzi e in collegamento telefonico il genetista Edoardo Boncinelli. Ne è scaturito un dibattito tra tecnologia e filosofia sulla centralità dell’uomo rispetto alle macchine.

Lo sviluppo vertiginoso del digitale nel periodo della pandemia ha cambiato le nostre abitudini, come usciamo da questo periodo? Ha chiesto l’intervistatore agli ospiti.

“Ci siamo scoperti vulnerabili ma dalla crisi ne usciamo più forti – ha detto il docente della Pontificia Università Lateranense -. Credo che questo periodo sia servito per rimettere al centro la persona; la scienza progredisce non possiamo fermarla, ma dobbiamo difendere la centralità dell’essere umano. Il settore sanitario lo ha fatto, altri settori no, perché usano le tecnologie per fare soldi. Pensiamo all’evoluzione delle sale operatorie dove grazie alla digitalizzazione si possono fare operazioni a distanza, di contro alcune compagnie assicurative vorrebbero utilizzare il Dna dei propri clienti per impostare la loro polizza. Questo apre la discussione sulla difesa della privacy. Milioni di nostri dati possono essere elaborati per condizionare il nostro vivere quotidiano. Le macchine potranno comandare solo se glielo consentiremo. Saremo noi a creare un algoritmo logico che le renderà superiori e in questo caso ne saremo danneggiati”.

Secondo Boncinelli la scienza era pronta a salvarci dal Covid. “L’uomo non si è comportato male, è stato preso alla sprovvista però è andata bene perché la scienza aveva pronti gli strumenti per fare velocemente un nuovo tipo di vaccino, questo ha sorpreso tutti. Quello che si poteva evitare era la comunicazione un po’ confusa”.

La tecnologia ha aiutato i medici nel difficile periodo della pandemia.

“Proprio per la complessità della malattia abbiamo capito l’importanza di lavorare di squadra – ha spiegato Dotta -. Oggi si parla di medicina di precisione, cioè di cucire addosso al paziente la terapia più giusta, è possibile grazie al confronto dei dati che abbiamo a disposizione. Però non possiamo essere governati dalle macchine, ci deve essere un punto di stop sia per la tecnologia che per la difesa della proprietà dei dati personali”.

Provocatorio Andrea Pezzi, uomo che conosce a fondo il mondo del digitale e dell’informazione. “La pandemia ha portato un’evoluzione del digitale che ha avuto un’accelerazione di una ventina d’anni. Siamo di fronte a grandi sfide ma anche ad una presa di coscienza: una società tecnocratica deve riflettere sull’uomo, perché la tecnologia può scivolare in logiche anti umane, e questo fa paura. Pensiamo alla programmazione genetica: se l’uomo è l’insieme dei suoi geni io come posso intervenire ma senza cambiare la sua identità?”

La provocazione di Pezzi ha aperto una riflessione a cui ha risposto il genetista Boncinelli: “L’uomo non è solo geni, è la successione degli eventi della vita”.

Infine la tecnologia può limitare la libertà? Se non la sappiamo gestire può cadere in forme di controllo.

“Dobbiamo essere noi a non accettare tutto – ha proseguito Pezzi -. Faccio un esempio: il leader della Cina ha detto che loro sono il futuro delle democrazie. Vale la pena raccontare che proprio grazie agli algoritmi, il popolo cinese è controllato e se uno non è d’accordo con il sistema, gli azzerano tutti i servizi, dai pagamenti alle prenotazioni etc. Tutto quello che facciamo con le carte e telefonini. Non possiamo accettarlo altrimenti ci autodistruggiamo”.

L’uomo o la macchina è il dilemma su cui si è interrogata anche l’Organizzazione mondiale della sanità che sta studiando le regole che dovrebbe avere la robotica. “Dobbiamo avere il controllo per evitare il rischio che la macchina possa andare oltre chi l’ha creata” ha chiosato il giornalista Vianello nel chiudere il dibattito.

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