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Ferdinando Minucci racconta la sua versione del crack della Mens Sana

Esce oggi il libro “Memorie, sospetti, bugie. Mens Sana basket: una fine inaccettabile” (edizione Cantagalli) che racconta la versione di Ferdinando Minucci del fallimento della Mens Sana basket. Chiusa la vicenda giudiziaria a giugno, con un patteggiamento di 4 anni e 10 giorni, Minucci ha sempre ribadito come non abbia avuto nessun beneficio personale da ciò che ha fatto, se non quello di portare la Mens Sana ad essere la squadra più vincente di sempre (8 scudetti, 4 Final Four, 1 Coppa Saporta, 5 Coppa Italia, 6 Supercoppa, terzo posto nel ranking europeo) e ha sempre sostenuto che questo sistema lo facevano tutti, ma è stato soltanto lui, più la Mens Sana, a pagare. “Molti protagonisti di questa storia – si legge nell’introduzione al libro – che hanno indicato in Minucci il male assoluto e la Mens Sana Basket la pecora nera dello sport italiano, e che hanno goduto, in quel periodo, dei vantaggi di un’epopea del basket, come non si era mai visto nel nostro Paese, oggi sono ai vertici di uno sport oggi in forte crisi”. Il volume, dal titolo, punta il dito contro chi secondo Minucci ha manipolato la verità, riversando su di lui colpe che non ha e danni che non ha causato: dalla Polisportiva Mens Sana 1871, al ruolo assunto dalla Banca Monte dei Paschi di Siena e dalle istituzioni senesi; le posizioni del liquidatore Egidio Bianchi, del presidente della Federazione Giovanni Petrucci, da Livio Proli a Claudio Toti, e molti altri.

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