Federalberghi Chianciano contesta le politiche per il termalismo della Regione Toscana
27 Lug, 2017
barbetti pres federalberghi chianciano

Non è ben chiara quale sia oggi la politica termale della Regione Toscana, ma purtroppo è invece molto chiaro che quest’ultima intende risolvere la crisi delle tre società termali partecipate (Casciana, Chianciano e Montecatini) limitandosi acriticamente alla dismissione o alla liquidazione delle proprie partecipazioni che pure ha acquisito gratuitamente dallo Stato proprio perché si riteneva fosse più vicina alle esigenze dei territori nei quali sono insediate.

Una simile dismissione, se non accompagnata da alcuna effettiva garanzia sulle politiche industriali degli eventuali acquirenti, finirebbe quindi per focalizzare un ulteriore fallimento della politica che non potrà certo nascondersi dietro la legge Madia o la Corte dei Conti, e che anzi potrebbero alimentare, una volta spente le luci sulla vicenda, fenomeni di speculazione immobiliare.

Bene ha fatto il Comune di Montecatini Terme a non unirsi alla Regione nelle procedure di dismissione decidendo di mantenere le proprie partecipazioni quanto meno fin tanto che non sarà chiaro (e giuridicamente presidiato) il percorso proposto dei privati che si renderanno acquirenti della maggioranza delle partecipazioni azionarie (che, fra l’altro, attribuirà al nuovo azionista la direzione e coordinamento della società oggi spettanti alla Regione Toscana ).

Su questa linea v’è piena condivisione fra Daniele Barbetti (Presidente di Federalberghi di Chianciano Terme) e Dante Simoncini (Presidente Federalberghi Montecatini Terme).

Barbetti: “Se la Regione Toscana intende cedere l’asset del termalismo, perlomeno deve portare avanti delle politiche di settore per favorire l’attrazione di investimenti. A oggi non esiste né un tavolo sul termalismo né una politica di settore, e questo non può essere accettabile per la Regione più termale d’Italia. Contestiamo fortemente l’inerzia dei responsabili politici. Finora la Giunta regionale si è nascosta dietro la norma Madia senza far nulla per combatterla, e adesso si nasconderà dietro il parere della Corte dei conti. Un parere, tuttavia, che al di là dell’aspetto tecnico, non valuta le ricadute socioeconomiche sui territori di determinate scelte. Tali valutazioni competono alla parte politica, che finora si è dimostrata incapace di governare il settore termale. Non chiediamo alla Regione Toscana di fare l’imprenditore, ma perlomeno di creare le condizioni affinché gli imprenditori possano arrivare a investire nel settore.”

Simoncini: “Non possiamo accettare che si pensi soltanto a disfare senza prevedere alcuna salvaguardia per il futuro Affidare l’azienda per noi strategica (si pensi a Montecatini “Terme”) a terzi senza alcun vincolo, potrebbe avere conseguenze disastrose, peggiori di quelle già passate con il precedente (fallito) tentativo di privatizzazione.”

Barbetti e Simoncini inoltrano una proposta congiunta al Consiglio Regionale: venga istituita una commissione istituzionale speciale dedicata al settore termale, sul modello di quella istituita per la costa toscana preseduta dal consigliere Antonio Mazzeo.