Falorni su Mps: “Non eravamo Cassandre, il disastro era prevedibile già nel 2008”
9 Gen, 2017
Marco Falorni

Inizia con l’operazione scellerata dell’acquisto di Antonveneta e finisce con la richiesta di conoscere i creditori del Monte che non hanno restituito i prestiti, la conversazione su Are con Marco Falorni, consigliere di Impegno per Siena, che in questi giorni insieme agli altri ex consiglieri delle liste civiche ha lanciato “l’operazione verità” sui social. Un modo per ricordare che già nel 2008 le liste civiche di Siena organizzavano dibattiti per criticare l’acquisizione che avrebbe portato al disastro montepaschino e che però la città non volle ascoltare. “Anzi fummo oscurati, venivamo accusati di essere dei gufi”.  Invece eravate veggenti? “Non eravamo dei maghi, bastava leggere i numeri per capire che la banca non poteva sostenere un costo così oneroso e che questo acquisto avrebbe portato a questa situazione. La città però viveva nell’opulenza, era inebriata e convinta che tutto andasse bene”.
Oggi torna il Tesoro azionista di maggioranza, è un bene o un male? “L’ingresso dello Stato non avrebbe dovuto esserci se le cose fossero stare gestite decentemente, ma siccome appunto stavamo andando verso il baratro è chiaro che ci voleva. Anzi, avrebbe dovuto esserci molto prima. La Banca non potrà tornare quella di prima, ma neanche si arriverà al fallimento, perchè altrimenti si innescherebbe un effetto domino che sarebbe devastante per l’economia del paese. Ci vorrà un altro piano industriale, che probabilmente sarà di ‘lacrime e sangue’. Chi lo farà, Morelli? Se lo fa come quello l’altro meglio evitare. Quindi anche chi ha chiesto le sue dimissioni non ha tutti i torti”.Aumenta ogni giorno il numero di persone che chiedono di conoscere l’elenco dei debitori
“A questi mi aggiungo anche io. Non è per voler mettere alla berlina le persone ma, siccome pare che molti siano dei “ricconi”, magari possiamo recuperare il credito, almeno in buona parte, perchè qualcosa avranno ancora in immobili, conti all’estero. non credo che i ricconi di ieri oggi siano sotto i ponti…”