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“Esuberi Gsk, situazione preoccupante”, le parole di Bruno Valentini

“L’annuncio di GSK Vaccines relativamente agli esuberi di 127 persone, nonché della riorganizzazione di un reparto importante del settore Ricerca e Sviluppo dove lavorano quasi duecento persone, desta preoccupazione”.

Con queste parole il Sindaco di Siena Bruno Valentini commenta il nuovo piano di organizzazione di GSK.

“Eravamo tutti in attesa di comprendere quali fossero le conseguenze sugli organici del grande investimento di GSK nel settore vaccini di Novartis e speravamo che il programma di investimenti di 1 miliardo di euro avrebbe portato sviluppo e nuova occupazione.

Noi ci batteremo affinché non venga messo in discussione il ruolo strategico di Siena nel panorama europeo dei vaccini e delle biotecnologie, coerente col progetto toscano delle pharma valley ovvero del consolidamento e dello sviluppo delle industrie farmaceutiche, in stretto contatto col sistema formativo ed universitario. Esigiamo che durante la valenza temporale di questo piano d’organizzazione biennale venga fatto di tutto per riconvertire e sistemare le professionalità senesi (al di là della loro provenienza territoriale) senza arrivare ad un solo licenziamento.

Siamo consapevoli che il passaggio del settore vaccini da Novartis a GSK sia un fatto positivo ed infatti abbiamo accolto con soddisfazione la notizia che ai due centri di ricerca e sviluppo a livello mondiale del gruppo GSK si era aggiunto il centro di Siena, con progettualità autonome. Tuttavia ciò non rende meno inaccettabile la perdita anche di un solo posto di lavoro perché riteniamo che ci siano tutte le condizioni, economiche e tecniche, per riorganizzare i processi produttivi ed ampliare le opportunità di reinserimento per quelle figure professionali che dovessero risultare duplicate su scala globale.

Siamo già in contatto con i responsabili locali di GSK per monitorare la situazione e trovare una soluzione che garantisca i 127 lavoratori. Contiamo di sviluppare nei prossimi giorni ulteriori iniziative, di concerto con le rappresentanze sindacali, coinvolgendo anche Regione e soprattutto il Governo, perché a Siena si gioca una partita strategica per un settore centrale per la ripresa economica nazionale. Un settore, quello farmaceutico, dove l’Italia può avere un ruolo chiave nel mondo, senza demonizzare le multinazionali che decidono di investire nel nostro Paese, ma chiedendo loro con fermezza più attenzione per la loro responsabilità sociale”.

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