Eccezionale scoperta archeologica nella Fortezza di Montepulciano
5 Ago, 2014
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Eccezionale scoperta nella Fortezza medievale di Montepulciano, dove sono in corso lavori di restauro da parte dell’Amministrazione Comunale per completare un progetto complessivo di valenza turistico – espositiva, nonché per realizzare la futura sede del Consorzio del Vino Nobile e la sede estiva della Kennesaw University della Georgia (USA). La scoperta fa seguito al ritrovamento di alcune cisterne e cavità nei locali retrostanti il cortile principale della Fortezza, che occupa la parte più alta di Montepulciano. archeo fortezza_6_800x571A seguito di tali ritrovamenti, è intervenuta la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana che, in accordo con il Comune di Montepulciano e la Direzione dei lavori, ha diretto gli scavi archeologici, eseguiti sul posto dalla Coop. Archeologica A.R.A. di Monteriggioni. Si è provveduto, quindi, a liberare le numerose cisterne dai detriti e da materiali vari che erano serviti a regolarizzare i piani di posa delle pavimentazioni ottocentesche, recuperando ceramiche medievali. Quasi al termine di tale attività di scavo, è stata individuata una interessantissima struttura muraria a secco, di tipo circolare, di rilevante dimensione (circa 5,50 metri di diametro interno per complessivi 7-8 metri, compresa la muratura e lo strato impermeabile esterno in argilla), al cui interno sono stati trovati manufatti di epoca etrusca e romana. Pur avendo approfondito il deposito di solo poche decine di centimetri, sono venuti alla luce frammenti di antefisse, di tegole dipinte, di pesi da telaio, di “pietra fetida” e di intonaco dipinto, riferibili a edifici di prestigio e/o di rappresentanza. Si conferma con questo ritrovamento la frequentazione più antica dell’acropoli di Montepulciano, già verificata con il recupero negli anni Novanta di materiali etruschi alla base della Fortezza. La scoperta, che potrebbe avere sviluppi straordinari per la conoscenza della storia più antica di Montepulciano data la rilevanza del deposito, fin da ora rappresenta la conferma da sempre attesa delle fonti, anche antiche, che ponevano sulla cima del colle poliziano un abitato o un santuario.