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Dedica del drappellone di agosto: intervento del Club Unesco di Siena

Apprendiamo solo ora dell’apertura del Gruppo Facebook per la Dedica del drappellone di agosto alla Maestà, quindi in pieno accordo con quanto proposto ormai due settimane fa da questo Club! Esprimiamo i nostri più vivi complimenti per la sensibilità dimostrata.
La Maestà di Simone è l’opera artistica massima, con il Buongoverno, nel Palazzo del Comune, e il palio d’agosto è storicamente del Comune per la Madonna.
Il Comune che ha il privilegio di averla, bellissima, nel proprio palazzo più bello e tradizionale, non deve cogliere l’occasione dell’attenzione mondiale sull’Italia nei prossimi mesi per diffonderla come messaggio di bellezza e di pace a tutti nel mondo?
La dedicazione all’Expo ci sembra troppo ‘ovvia’, in questo momento, assumendo il senso di agganciarsi al carro del momento per togliersi un problema, senza nessuna originalità e rispetto per il patrimonio di civiltà schiettamente senese.
Da quando è che Siena fa le cose ovvie? E’ ben noto a tutti che già da ora la Toscana (anche con idee e soldi di Siena) sta investendo molto sull’Expo. Che senso ha accodarsi anche con il drappellone, facendo noi già parte del progetto regionale?
Si può aggiungere un altro punto: siamo sicuri che bisogna fare accorrere altri turisti a Siena in agosto? Non è l’unico mese che non pone problemi da questo punto di vista?
Se mai, se proprio si volesse sottilizzare ed essere contrari alla Maestà perché il palio d’agosto è già tradizionalmente dell’Assunta, si potrebbe pensare ad esaltare l’agroalimentare del nostro territorio cui ha già pensato opportunamente il sindaco. E allora si proceda con la dedicazione agli ‘Effetti del Buongoverno in campagna’, dipinto sempre nel Palazzo del Comune e sempre notissimo e unico a livello mondiale. C’è la fertile campagna del nostro olio e dei nostri vini, distesa fino al mare, con una visione d’assieme del territorio storico di Siena: che c’è di meglio per preparare una larga attenzione alla mostra sul Lorenzetti che si spera possa coprire tutti i mesi invernali e primaverili prossimi venturi?
E’ soluzione ugualmente plausibile, rispettosa della grande cultura artistica senese e non ovvia (e un po’ commerciale, lo si consenta) come l’Expo. Ribadiamo però che la Maestà solo arbitrariamente può ritenersi ‘annullata’ dall’Assunta: non è soltanto un altro modo di declinare la stessa devozione?
Una sola cosa ci sembra sommessamente da sottolineare: tra Maestà e Buongoverno del territorio non c’è spazio per un competitore congiunturale: ‘tertium non datur’.

Club Unesco di Siena

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