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Dal Laboratorio Civico le prime riflessioni sul rilancio del Santa Maria della Scala

Nel primo incontro del gruppo di lavoro del Laboratorio Civico sul rilancio del Santa Maria della Scala – svoltosi mercoledì 14 gennaio 2015 – è stata espressa una forte critica alla lentezza e all’incertezza con cui il Sindaco e l’Assessore alla Cultura sviluppano gli impegni assunti sul grande complesso culturale, con il documento approvato nello scorso luglio dal Consiglio Comunale. Sono passati 6 mesi e nessuna scadenza è stata rispettata.
In particolare sembra inadeguata la soluzione gestionale, prefigurata dalla delibera di Giunta n. 483 del 18 dicembre 2014, centrata sulla collaborazione fra Comune di Siena e Fondazione Monte dei Paschi. Si tratta di una forma ibrida pubblico-privato, ad una prima impressione funzionale solo a garantire al Comune una certa quantità di risorse finanziarie. Il rapporto con la Fondazione avrebbe un senso se inserito in un quadro di ripresa della collaborazione stabile con gli altri enti a suo tempo coinvolti, quali Regione Toscana, l’Università degli Studi, l’Università per Stranieri e il Ministero dei Beni Culturali (secondo le nuove forme che prenderanno le Soprintendenze locali).
A questo tavolo non possono però essere attribuite funzioni di gestione, ma di coordinamento, che il Comune da solo non può garantire, come i fatti dimostrano.
I partecipanti all’incontro hanno concordato sulla necessità di adottare tutti gli atti necessari ad intervenire secondo un cronoprogramma preciso, basato su alcune priorità: completamento degli interventi di messa a norma delle zone aperte al pubblico, trasferimento della Pinacoteca Nazionale, completamento del ristorante e del bar, ripresa dell’attività congressuale, sistemazione della strada interna per accogliervi attività commerciali e artigianali, sviluppo di attività di formazione nell’ambito del restauro e della didattica per creare nuove occasioni di lavoro per i giovani. Sarà fondamentale che questa ripresa sia coordinata e guidata da soggetti esperti, come il Direttore Generale e il Direttore Scientifico selezionati con concorso internazionale.
Purtroppo la mancanza di idee progettuali da parte del Comune, che sembra poco interessato ad impegnarsi con tutte le sue forze per questa opera, rischia di lasciare spazio ad iniziative estemporanee e non coordinate, proposte da soggetti che non hanno interesse alla ripresa complessiva del Santa Maria della Scala come bene culturale della città, ma a creare più o meno modeste occasioni di utilizzo dell’edificio.
Su queste tematiche il Laboratorio si impegna a mettere a punto proposte concrete per sollecitare l’Amministrazione, ma anche informare la cittadinanza perché divenga protagonista del progetto di rilancio di una parte preziosa del nostro patrimonio civile, culturale e artistico.

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