Crisi Whirlpool: il Consiglio regionale approva una mozione per tutelare i 335 lavoratori di Siena
12 Giu, 2019
Whirpool sciopero

La crisi dell’azienda multinazionale Whirlpool, con l’annunciata chiusura dello stabilimento di Napoli, provoca forte preoccupazione nei 335 dipendenti dello stabilimento di Siena, che già da otto anni fronteggia le alterne fortune della produzione industriale con contratti di solidarietà e conseguente sensibile riduzione della paga mensile dei lavoratori. Il Consiglio regionale ha approvato una mozione presentata dai consiglieri del Partito democratico Simone Bezzini, Stefano Scaramelli, Leonardo Marras e Giacomo Bugliani in merito alla situazione industriale dell’azienda Whirlpool, con particolare riferimento alle prospettive del polo produttivo e occupazionale di Siena. L’atto è stato approvato con un emendamento proposto da Lega e M5S.

La mozione, come ha spiegato all’aula il consigliere Simone Bezzini (Pd), impegna la Giunta regionale a “seguire da vicino l’evoluzione della vicenda, attivandosi per comprendere quali siano le reali volontà dell’azienda rispetto alle prospettive industriali e occupazionali del polo produttivo di Siena” e a mettere in atto “tutte le iniziative necessarie, in accordo con le associazioni sindacali e con gli altri livelli istituzionali coinvolti, a partire dal ministero dello sviluppo economico, per tutelare le 335 lavoratrici e lavoratori senesi”.

La vicenda è nazionale, ha ricordato Bezzini, “e sta al Governo seguire con attenzione i rapporti con le multinazionali”; ma c’è la sollecitazione alla Regione per le preoccupazioni originate dalle voci scaturite dalla paventata chiusura di Napoli, con ricadute sugli stabilimenti del territorio italiano.

Irene Galletti (M5S) è intervenuta annunciando il voto favorevole e comprensivo dell’emendamento condiviso con Casucci (Lega) e ha aggiornato le notizie: “Questa mattina c’è stata la dichiarazione del nostro ministro, Luigi Di Maio, riguardo le intenzioni manifestate dall’azienda di voler in qualche modo chiudere Napoli; la reazione del governo stata immediata e indirizzata alla revoca dei finanziamenti che erano stati erogati: dal 2014 in totale 50milioni di euro, che hanno finanziato Whirlpool”. “Le tasse degli italiani non possono essere munte da qualunque multinazionale senza garantire stabilità e dignità dei livelli occupazionali; non si prendono i soldi e si scappa”, ha aggiunto Galletti. “L’azienda, appresa la riposta del governo ha dichiarato di non voler più procedere alla chiusura dello stabilimento di Napoli e di voler impegnarsi a trovare una soluzione. La stessa fermezza sarà tenuta per tutti gli stabilimenti, incluso quello di Siena”. La consigliera ha quindi definito “importante che ci sia il rapporto collaborativo della Regione nei confronti del governo. Essere uniti per la difesa dei lavoratori è il modo migliore per onorare il nostro ruolo istituzionale”.

Marco Casucci (Lega), che a sua volta aveva presentato una mozione sullo stesso tema, ha dichiarato che “il lavoro non è né di destra né di sinistra e deve essere affrontato da tutte le istituzioni: deve esserci collaborazione istituzionale”. “Siamo orgogliosi in questa giornata, siamo riusciti a fare molto”, ha aggiunto il consigliere, che ha ribadito lo spirito dell’emendamento poi accolto da Bezzini. “Chiedo collaborazione piena” ha chiarito Casucci, e quindi anche l’impegno “a relazionare sugli sviluppi della multinazionale Whirlpool”.

Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra) ha annunciato voto favorevole, dicendosi “felice che si rinnovi l’unità dell’aula a fianco dei lavoratori”. “E’ da accogliere con favore ciò che Di Maio ha fatto – ha aggiunto –, penso che sia la strada da adottare. E’ Impossibile vedere aziende multinazionali che prendono il danaro pubblico e delocalizzano”. Fattori ha concluso definendo “il ricatto dalle multinazionali francamente inaccettabile”.