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Consorzio Agrario, è scontro totale. Il 17 dicembre la resa dei conti?

È scontro totale all’interno del Consorzio Agrario di Siena. Il 17 dicembre i quasi 900 soci saranno chiamati in assemblea a votare se entrare o meno nel Cai (Consorzi Agrari d’Italia), progetto voluto fortemente da Coldiretti e contrastato dalle altre associazioni di categoria. Si tratta di una rete che produce oltre 650 milioni di euro di ricavi annui, conta più di 11.000 soci e coinvolge commercialmente più di 70.000 imprenditori agricoli. Ad oggi fanno parte di Cai Bonifiche Ferraresi spa, Consorzio dell’Emilia, Consorzio del Tirreno, Consorzio Centro Sud e Consorzio Adriatico.

Dopo la morte del presidente del Consorzio Agrario di Siena, Giuseppe Bicocchi, Coldiretti ha nominato al suo posto Eros Trabalzini e con l’aggiunta di Enrico Lelli è salita a sei consiglieri. Inoltre, come ha riportato nei giorni scorsi La Nazione, il direttore Ado Guerrini è stato sostituito da Mario Conti, dirigente di Cai Real Estate, braccio immobiliare dei Consorzi Agrari d’Italia. La nuova impostazione ha rivoluzionato il piano del vecchio cda, legato principalmente alla vendita dell’immobile di Via Pianigiani. Per Coldiretti entrare nel Cai è necessario per risolvere la situazione debitoria e rilanciare il Consorzio. Si tratterebbe di un’aggregazione e non di una fusione, con l’autonomia che sarebbe garantita.

Ma le altre anime del Consorzio (la Cia Agricoltori Italiani e l’Unione Provinciale Agricoltori) non ci stanno. In un incontro che si è svolto oggi a Serre di Rapolano organizzato da un gruppo di agricoltori della provincia di Siena (Alfio Barbagallo; Valentino Berni; Luigi Fanciulli; Roberto Luongo; Luca Marcucci e Daniela Zingarelli) è stato ribadito in modo forte e perentorio il ‘No’ da parte di numerosi agricoltori senesi e soci del Consorzio all’ingresso del Consorzio stesso (che proprio quest’anno ha tagliato il traguardo dei 120 anni di storia) in Cai, un no, spiegano, che è necessario per difendere l’autonomia, tutelare il rapporto con gli agricoltori e garantirne i servizi, per salvaguardare i posti di lavoro dei dipendenti.

“Il Consorzio Agrario deve restare senese e aretino, il proprio futuro deve essere deciso dagli agricoltori senesi e aretini – hanno sottolineato gli organizzatori dell’incontro -. Con CAI, gli immobili del Consorzio Agrario di Siena andrebbero in mano ad una holding controllata lontano da questo territorio; mentre i debiti rimarrebbero sul territorio di Siena e Arezzo. Debiti che il Piano industriale della precedente maggioranza del CdA – interrotto la scorsa estate a seguito del decesso del presidente Bicocchi – stava portando risultati di risanamento positivi e concreti, oggi ulteriormente consolidati. Un Piano di risanamento e sviluppo che anche grazie all’ingente patrimonio che il Consorzio detiene nelle proprie disponibilità, riscuote il sostegno del sistema bancario, offre garanzie ai lavoratori della struttura consortile e a tutti gli agricoltori delle province di Siena e Arezzo che conferiscono al Consorzio”.

È intervenuto Stefano Repetti socio Consorzio agrario Terrepadane (Piacenza), realtà che con il voto degli agricoltori è riuscito a mantenere l’autonomia del Consorzio agrario locale, sventando l’ingresso in Consorzi Agrari d’Italia. “Il Consorzio Agrario deve rimanere autonomo e guidato dal territorio per il bene degli agricoltori”.

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