Conforti: “Invieremo lo studio sul bilancio di Sei Toscana anche ai sindaci”
14 Mar, 2017
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Diminuiscono la produzione dei rifiuti pro capite e la raccolta differenziata a fronte di un forte incremento dei costi di servizio che ricadono sulle tasche dei cittadini. E’ la fotografia della gestione dei rifiuti di Ato Toscana Sud nelle province di Arezzo, Grosseto e Siena, secondo i risultati dell’analisi condotta dal Centro Studi Sintesi di Mestre su commissione di Rete imprese Italia-Siena. I dati dello studio, condotto dal professor Federico Della Puppa, presentati ieri a Siena, prendono in esame la gestione dei rifiuti dal 2013 al 2015, prima e dopo l’affidamento del servizio alla società Sei Toscana (avvenuto nel 2014). Secondo lo studio, la produzione dei rifiuti pro capite è calata dell’8,6%, la raccolta differenziata del 6,1%, mentre i costi di smaltimento sono aumentati del 20%, con una costante incidenza dei costi fissi (+90,7%). Calo delle performance gestionali: -19% quantità gestita di rifiuti per mezzo impiegato, -23% per tonnellate gestite. Sono cresciuti il numero dei dipendenti (da 895 a 998) e le posizioni dirigenziali (da 4 a 6). I costi sostenuti dai cittadini hanno raggiunto livelli superiori alle medie regionali e nazionali, a differenza di quanto accadeva prima del 2013, quando i valori risultavano inferiori del 13% rispetto alla media toscana e del 6% rispetto a quella italiana.  È intervenuto a riguardo ai microfoni di Are Carlo Conforti, presidente Rete Imprese Italia-Siena: “Abbiamo intenzione di inviare lo studio svolto anche ai sindaci delle tre province coinvolte, permane inoltre la volontà di chiarirsi con Sei Toscana, non c’è preclusione a parlarne e a cercare soluzioni che vadano verso un migliore efficientamento, con lo scopo ultimo di diminuire le tariffe”. Queste non sono purtroppo diminuite perché – continua Conforti – “a monte ci sono dei contratti fatti prima della fusione di Sei Toscana con gli enti smaltitori, una diminuzione del carico per lo smaltimento non porta dunque benefici per l’utenza. Lo definirei un ‘pasticcio’ che grava tutto sulle nostre tasche”.