Concorsi truccati, arrestato docente dell’Università di Siena
25 Set, 2017
guardia-finanza

C’è anche un professore dell’Università di Siena tra i sette arrestati nell’ambito di una maxi inchiesta condotta dalla procura di Firenze su concorsi truccati. La Guardia di Finanza ha eseguito stamani 29 misure cautelari a carico di altrettanti docenti universitari di diritto tributario su tutto il territorio nazionale: 7 sono finiti agli arresti domiciliari, 22 interdetti dall’attività per 12 mesi, quindi non possono insegnare. Tra gli arrestati c’è anche Alessandro Giovannini, docente dell’ateneo senese.
L’indagine, spiegano gli inquirenti, è nata a Firenze dal tentativo di alcuni professori universitari di indurre un ricercatore, candidato al concorso per l’abilitazione all’insegnamento nel settore del diritto tributario, a “ritirare” la propria domanda, allo scopo di favorire un altro ricercatore in possesso di un profilo curriculare notevolmente inferiore, promettendogli che si sarebbero adoperati con la competente commissione giudicatrice per la sua abilitazione in una successiva tornata. E’ stato il ricercatore universitario a far partire l’inchiesta con la sua denuncia. I vincitori del concorso nazionale venivano scelti con una “chiamata alle armi” (che è il nome che la Guardia di Finanza ha dato all’operazione) tra i componenti della commissione giudicante, e non in base a criteri di merito.

Gli altri arrestati sono: Guglielmo Fransoni, tributarista dello studio Russo di Firenze e professore a Foggia ma anche ex collaboratore di Stefano Ricucci, Fabrizio Amatucci, professore di Napoli, Giuseppe Zizzo, dell’università Carlo Cattaneo di Castellanza (Varese), Giuseppe Maria Cipolla dell’università di Cassino, Adriano Di Pietro dell’università di Bologna, Valerio Ficari, ordinario a Sassari e supplente a Tor Vergata a Roma. 

Gli indagati sono complessivamente 59. L’accusa per tutti è corruzione. Tra gli indagati anche l’ex ministro Augusto Fantozzi, che ha ricoperto la carica di ministro delle Finanze nel governo Dini e di ministro del Commercio con l’estero nel primo governo Prodi.