Chiusura Enoteca, Sportelli: “Frutto dell’incompetenza. Questa città ha bisogno di un’amministrazione lungimirante”
30 Mar, 2018
Massimo Sportelli

Constatiamo l’ennesima perdita sia in termini di unità lavorative, che di un marchio storico della nostra città palesemente dovuto alle modalità di gestione ed a un controllo pubblico dovuto, ma non effettuato. Per lo più, l’Enoteca Italiana era uno dei pochi enti del nostro territorio che aveva connotazioni di stampo internazionale di pregio e di valore. Purtroppo, adesso l’unica cosa da fare è cercare di non perdere il brand ed è ciò che la prossima amministrazione deve prefissarsi, anche coinvolgendo e mettendo in compartecipazione privati, così che almeno il marchio resti vivo e sul territorio e si possa costruire le basi necessarie a far nascere nuovi impieghi, oltre che una nuova attività legata al vino e magari all’agroalimentare .

Per altro, oltre trent’anni fa, l’Enoteca Italiana è riuscita ad aprire un unico ufficio a Shanghai, territorio adesso blindato. Un’amministrazione più lungimirante, avrebbe usato tale ufficio per inserirsi nel mercato asiatico, che oggi rappresenta l’ambizione di molti.

Con l’arrivo delle lettere di licenziamento ai 7 dipendenti rimasti all’Enoteca Italiana, si sancisce il definitivo decesso dell’ente. Ancora 9 mensilità da riscuotere, impossibilità di accedere al tfr ed un ultimo periodo lavorativo di totale abbandono da parte delle istituzioni cittadine. Muore così il più antico ente italiano per la promozione di vini, fondato con regio decreto nel 1933.

Massimo Sportelli