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ChimicAstro – Inquinamento luminoso: il nemico che non vediamo (perché ci ha già accecati)

Ogni giorno in tv, alla radio e sul web sentiamo notizie terribili di aria particolarmente inquinata, polveri sottili oppure incidenti che hanno causato lo sversamento di sostanze compromettendo l’ambiente circostante.

A queste forme di inquinamento che sono certamente importanti e vanno combattute senza se e senza ma, specie con in cambiamenti climatici in atto, si affianca una forma di inquinamento più subdolo e di cui non abbiamo piena percezione ma che causa problemi non meno gravi all’ambiente e a tutto l’ecosistema: l’inquinamento luminoso.

L’inquinamento luminoso è la presenza di luce artificiale in eccesso nell’ambiente notturno. Sembra innocuo, persino confortante. Ma la scienza ci dice che è tutt’altro.
La luce artificiale di notte ci sembra un privilegio, un segno di progresso e sicurezza. È proprio questa percezione positiva a renderlo il più sottovalutato tra tutti i tipi di inquinamento. Eppure i numeri parlano chiaro: secondo un recente studio, oltre l’83% della popolazione mondiale vive sotto cieli artificialmente illuminati, con punte del 99% in Europa e Nord America.


E la situazione sta peggiorando rapidamente: si stima che la luminosità del cielo notturno cresca del 7– 10% all’anno. In termini concreti: un bambino che oggi vede 250 stelle ne vedrà soltanto 100 al suo diciottesimo compleanno. Paradossalmente, il passaggio ai LED, venduto come scelta ecologica, sta peggiorando il problema, poiché emettono più luce blu che si disperde maggiormente nell’atmosfera (effetto skyglow). Inoltre, consumando meno energia a parità di luce emessa, le pubbliche amministrazioni tendono ad istallarne di più, puntando sull’equazione sbagliata “più luce = più sicurezza”.

Sugli ecosistemi, gli effetti sono documentati e gravi. Dal 1992, i livelli di inquinamento luminoso nelle aree ad alta biodiversità sono raddoppiati. Insetti notturni, uccelli migratori e pipistrelli vengono disorientati dalla luce artificiale, con ricadute dirette sulle reti di impollinazione.

Sulla salute umana, le evidenze si accumulano rapidamente. Il meccanismo di fondo è noto: la luce notturna sopprime la produzione di melatonina, l’ormone che regola il ciclo sonno-veglia e svolge funzioni protettive nell’organismo.

Altri effetti negativi associati all’esposizione cronica alla luce artificiale notturna sono un maggiore rischio di obesità, ipertensione, diabete di tipo 2 e malattie cerebrovascolari.

Quanto alla salute mentale, un’analisi del 2024 su 560.000 persone ha stimato che ogni aumento di 1 lux nella camera da letto corrisponde a un incremento del 3,3% nel rischio di depressione.
La buona notizia è che l’inquinamento luminoso è uno dei pochi tipi di inquinamento immediatamente reversibili: basta spegnere una luce per eliminarne l’impatto in tempo reale. A livello individuale puoi già fare molto: scegli lampadine a luce calda (sotto i 3000K), installa sensori di movimento per le luci esterne e segnala al tuo Comune gli sprechi di illuminazione pubblica. Puoi anche contribuire alla ricerca partecipando a Globe at Night (globeatnight.org), misurando la qualità del cielo nella tua zona in pochi minuti.

La scienza produce nuovi dati ogni anno su questo tema, ma l’opinione pubblica e spesso la politica locale e nazionale ancora non lo conosce abbastanza.

Hai domande? Eccone alcune da cui partire:

• Nella mia zona il cielo è davvero inquinato? Come si misura?
• I LED sono davvero più ecologici, considerando anche lo luminosità diffusa?
• Le luci istallate dal mio Comune sono cut-off?
• Esistono leggi in Italia e all’estero che regolano l’inquinamento luminoso?

Se hai mai visto la differenza tra un cielo stellato lontano dalla città e il bagliore arancione delle nostre periferie, raccontamelo: le vostre esperienze valgono quanto uno studio scientifico. Per domande, curiosità e richieste di approfondimento contattatemi su FB, IG, Twitter/X, sul mio blog o all’indirizzo ilchimicastro@gmail.com

Fonti: Kyba et al., Science, 2023 / Falchi et al., Science Advances, 2016 / Gaston et al., Biological
Conservation, 2019 / Wu et al., Stroke (AHA), 2024 / Menculini et al., Brain Sciences, 2024

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