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Chiama i carabinieri per una lite col vicino, ma viene denunciato per una moto rubata trovata nel suo garage

Chiama i carabinieri per una lite con il vicino di casa, ma finisce nei guai per una moto rubata ritrovata nel suo garage. E’ successo ieri pomeriggio a Monteriggioni. Un 50enne si è rivolto al 112 a causa del vicino che pare non rispetti i confini dei limitrofi terreni, creando danno al suo campo. La discussione era già degenerata in insulti e minacce e c’è voluto appunto l’intervento dei militari per riportare alla calma gli animi dei due litiganti. Quando gli hanno chiesto i documenti però il 50enne ha fatto accedere i carabinieri all’interno del proprio garage, dove c’erano stipati oggetti di ogni tipo, che lui ha detto di aver trovato per strada. Tra le altre cose i carabinieri hanno individuato una moto da enduro in ottime condizioni che sembrava quasi nuova. Alla richiesta sulla provenienza del veicolo, l’uomo ha spiegato di averlo trovato alcuni mesi prima e di averlo portato in casa per sistemarlo e regalarlo al nipote. I carabinieri però gli hanno contestato il fatto che, per il rinvenimento di veicoli, è necessario richiedere l’intervento delle forze dell’ordine, perché è necessario accertarne la provenienza. Proprio inserendo il numero di telaio del mezzo nella banca dati è emerso che risultava essere stato rubato nel mese di luglio 2015 a Sovicille e per questo motivo il 50enne è stato denunciato per ricettazione. I militari stanno eseguendo ulteriori verifiche anche sugli altri oggetti presenti nel garage, non potendo escludere che si tratti di materiale provento di furto.

Altro episodio ha riguardato un marocchino di 32 anni, M.M. che, dopo essersi ubriacato in un bar di Castellina in Chianti, ha dato in escandescenze imprecando e minacciando la titola e danneggiando gli arredi del locale. Condotto in caserma, dopo alcune ore, smaltita la “sbronza” lo straniero sembrava non ricordare nulla di quanto fatto, ma è stato denunciato per ubriachezza molesta, minacce e danneggiamento.

 

I militari di Chiusdino hanno invece denunciato un albanese, K.S. di 50 anni il quale, sottoposto a controllo, si è prima rifiutato di fornire le proprie generalità e poi ne ha fornite false. Solo dopo essere stato condotto in caserma per ulteriori accertamenti, l’uomo si è deciso a fornire i propri dati.
I controlli eseguiti hanno fatto emergere che si trattava di un pluripregiudicato residente nel nord-est, la cui presenza a Chiusdino, al momento, non è giustificabile.
I carabinieri stanno eseguendo ulteriori accertamenti, anche perchè nelle ultime settimane, nel piccolo centro della val di Merse, sono stati arrestati altri due albanesi pregiudicati, che avevano trovato ospitalità da un connazionale del posto. I carabinieri non escludono che la presenza degli stranieri sia riconducibile ad un sodalizio criminale il cui scopo è quello di commettere furti.

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