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Che fine ha fatto la donazione di una raccolta d’opere d’arte da 1,75 milioni?

Che fine ha fatto la donazione di una raccolta di opere d’arte contemporanea, per un valore stimato di 1,75 milioni di euro, che doveva essere ospitata nel Complesso museale Santa Maria della Scala? Lo ha chiesto Claudio Cerretani in un’interrogazione presentata in consiglio comunale.

Accettata la donazione con deliberazione consiliare nel luglio 2019, il Comune di Siena si era preso carico del trasporto, del deposito, dell’assicurazione e della nomina di un curatore, nella persona del professor Alberto Zanchetta per un triennio e un costo complessivo di 35mila euro più Iva a partire dal 1° gennaio 2020. Zanchetta però poi si era dimesso e alcune delle opere d’arte versavano in cattive condizioni e, in attesa del loro trasporto a Siena, furono trasferite per mantenere l’integrità e garantirne la sicurezza in un immobile di Padova di proprietà della Banca Mps. Nel giugno 2021 veniva prorogata la copertura assicurativa, sono poi seguite altre proroghe per l’assicurazione, come quella relativa al trasporto ad un caveau della Banca Mps a Siena dove sarebbero restate fino al 31 dicembre 2021, per poi essere trasferite al S. Maria della Scala. Ma la direzione del Complesso museale ha comunicato alla compagnia assicurativa che, per motivi organizzativi, non era possibile, entro la data prevista, il trasferimento della donazione. Concludendo che trascorsi quasi tre anni dalla frettolosa acquisizione della collezione, presentata come di grande importanza per arricchire le collezioni del S. Maria, nulla, a parte le spese, è stato fatto per renderla fruibile al pubblico.

Da qui la richiesta di una serie di informazioni: sullo stato attuale e le previsioni future di questa annosa vicenda; le motivazioni della rinuncia all’incarico del curatore; il nominativo, eventuale, del nuovo professionista; i motivi che hanno reso impossibile trasferire le opere dal caveau MPS di S. Miniato al Complesso museale; a quanto ammontano i costi complessivi sostenuti fino ad oggi per la custodia e i trasporti; se e come siano stati coinvolti la Fondazione e il Comitato tecnico-scientifico del S. Maria della Scala.

Come ha informato il sindaco di Siena l’amministrazione non è a conoscenza delle cause che hanno portato alla rinuncia del curatore Alberto Zanchetta, scelto dalla donatrice e non dal Comune. Lo spazio previsto per ospitare la collezione era stato individuato, di concerto con lo stesso curatore, al 6° livello di Palazzo Squarcialupi. Con il nuovo curatore, il professor Giorgio Zanchetti dell’Università di Milano, sempre nominato dalla donatrice, stiamo trattando anche per sapere se gli spazi individuati a Squarcialupi sono ritenuti da lui idonei.

Per quanto concerne il trasferimento di oltre 400 opere (alcune delle quali dovevano essere risistemate) nel caveau della Banca Mps a S. Miniato, questo è stato conseguente al fatto che il progetto Canali, seppur bello, è un po’ deficitario perché non sono previsti locali da adibire a deposito. Questo potrebbe esserenrealizzato nella parte del S. Maria che guarda il Fosso Sant’Ansano; mentre nella Corticella quelli relativi agli allestimenti. Per quanto concerne i costi sostenuti dal Comune 7.690,80 euro sono stati necessari per le spese del notaio di Bologna scelto dalla donatrice; circa 17mila euro per il trasporto della collezione, ospitata gratuitamente prima nella sede del MPS di Padova e poi a quella senese; 5mila al curatore rinunciatario anziché i previsti 35mila più IVA, e 10.691,72 per l’assicurazione in essere fino al prossimo 31 dicembre. Il primo cittadino ha concluso confermando il coinvolgimento, in tutte le varie fasi, sia della Fondazione sia del Comitato tecnico-scientifico del S. Maria della Scala, che saranno presenti anche quando si terrà l’incontro con la donatrice e il nuovo curatore, occasione anche per discutere sul progetto relativo allo spazio espositivo che ospiterà la collezione.

Soddisfatto Claudio Cerretani che ha condiviso con il sindaco il fatto che la pandemia abbia innescato rallentamenti nella tempistica. Il consigliere ha auspicato di poter presto rendere visibile al pubblico questa ricca collezione di opere.

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