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“Cento milioni per la sanità senese. Se il sindaco chiama, la Regione risponde”

Dopo l’annuncio, nei giorni scorsi, del nuovo finanziamento per il completamento della Cassia, frutto anche dell’incontro con il presidente della Regione Enrico Rossi , in cui il Pd senese aveva richiesto attenzione su alcune priorità, un’altra buona notizia per il territorio senese è arrivata, ieri, sul fronte della sanità. “Vorrei – ha dichiarato Rossi – che con l’assessore Luigi Marroni, il direttore dell’azienda ospedaliera universitaria senese e il sindaco di Siena trovassimo un modo per riorganizzare e ristrutturare l’azienda sanitaria. Occorrono un centinaio di milioni e io dico che ‘se il sindaco chiama, la Regione risponde’. Credo che Siena abbia ‘specialistiche’ che la rendono molto competitiva, mentre dovrebbe essere più competitiva su alcune specialità generaliste. Gli ospedali toscani restano i migliori d’Italia e il livello della sanità della nostra Regione resta buona. Di fronte ai tagli di questi ultimi anni, noi pur intervenendo sulla spesa corrente abbiamo comunque fatto degli investimenti. Questo ci consente oggi di avere ammodernato gli ospedali della nostra regione, che sono ancora i migliori d’Italia, potendo contare su tre grandi policlinici che sono al top”.

Non solo sanità, durante il confronto ‘a tutto campo’ sul futuro della Toscana, di Siena, sul rapporto con il premier Matteo Renzi e sulle prospettive di rilancio del Paese. Confronto che ha visto protagonista Enrico Rossi, presidente della Regione, ospite della Festa provinciale de L’Unità del Pd senese intervistato da Stefano Bisi, vicedirettore del gruppo Corriere. L’iniziativa è stata introdotta da Sergio Kuzmanovic, segretario provinciale dei giovani democratici senesi.

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I giovani e la sinistra. “La crisi della sinistra – ha detto Rossi – è prima di tutto un problema del rapporto con il mondo giovanile. Siamo stati distanti e incapaci di dare loro un orizzonte di ideali, cosa che una forza politica deve saper fare, oltre che a dare risposte concrete. Risposte che, sul fronte del lavoro, come Regione, abbiamo cercato di dare, in parte, con il progetto ‘Giovani sì’”.

Infrastrutture. “Per quanto riguarda la Siena – Firenze – ha sottolineato Rossi – nei prossimi giorni incontrerò Pietro Ciucci, presidente dell’Anas, per chiedergli di completare l’intervento. Con trenta milioni circa siamo in grado di sistemare la strada in condizioni accettabili. Sul fronte ferroviario, invece, da ottobre sarà riattivata la linea Grosseto – Siena, mentre dobbiamo puntare a realizzare il raddoppio del Granaiolo – Empoli, per il quale occorrono circa 50 milioni. Abbiamo la necessità, nel nostro Paese, di modernizzare le ferrovie dopo un ventennio in cui non si è speso un euro per venire incontro alle esigenze della maggior parte dei cittadini”.

Difesa del territorio. Nel corso dell’incontro si è toccato anche il tema degli impianti a biomasse e del loro impatto sul territorio, partendo dall’ipotesi della realizzazione dell’impianto nei pressi dell’abbazia di San Galgano, nel Comune di Chiusdino: “La Regione – ha detto Rossi – ha il compito di trovare una soluzione che non impatti sul paesaggio. Io credo che l’impianto non produca danni alla salute, quindi sono contrario ad un’opposizione ambientalista, così come a spregi al territorio”.

Renzi. “Credo che Renzi abbia capito che a sinistra c’era bisogno di rinnovare la classe dirigente e ha avuto la forza di sferrare l’attacco, da destra. Gli riconosco questo merito, anche se io avrei preferito che questo rinnovamento arrivasse da sinistra. Quando Renzi dice che il Pd è un partito plurale fa una dichiarazione da leader maturo e questo fa dire a me, che vengo da una storia di comunismo democratico, che c’è spazio per tutti per dare un contributo al profilo e all’identità culturale del partito. Bisogna ridare alla politica un respiro ideale più forte, perché se si limita a rimanere schiacciata sul presente finisce per essere succube del mercato e del più forte del momento. Un partito deve dipendere dal dibattito interno, non da potentati o da altro. Renzi deve essere sostenuto perché ha vinto, perché da quando è al governo fa molte cose di sinistra e sta provando a provocare un cambiamento delle politiche di austerity a livello europeo”.

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