Castelnuovo: 650 anni di storia da scoprire, dalla fondazione a oggi
5 Dic, 2017
Castelnuovo Berardenga

Le prime notizie certe sulla “terra Berardinga” risalgono all’XI secolo, ma è fra il 1366 e il 1367 che viene costruito un nuovo castello al centro di quel territorio fondando, 650 anni fa, Castelnuovo Berardenga. Per approfondire un periodo storico che presenta ancora lacune e offre molti spunti di riflessione storico-artistici, sabato 16 dicembre l’Auditorium di Villa Chigi Saracini ospiterà il convegno “La Berardenga: dalle origini al tardo Medioevo. I Castelli e il Castello Nuovo: una storia da conoscere e da scoprire”, che riunirà, per la prima a Castelnuovo Berardenga, storici ed esperti in arrivo dal territorio, dalla Toscana e da altre parti d’Italia e i loro contributi su origini ed evoluzione storica, sociale e culturale del territorio la Berardenga in 650 anni di storia. L’iniziativa è stata presentata questa mattina, martedì 5 dicembre nella Sala Aurora della Provincia di Siena alla presenza di Fabrizio Nepi, sindaco di Castelnuovo Berardenga e di Mario Ascheri, storico e docente presso l’Università Roma 3.

La storia della fondazione di Castelnuovo Berardenga inizia nel 1366 e continua nel 1367 nelle carte del Consiglio della Campana, massimo organo esecutivo senese dell’epoca. I documenti sono scritti in latino, con calligrafie diverse e un sistema di abbreviazioni che hanno reso difficile, negli anni, la loro perfetta interpretazione, lasciando aperti alcuni dubbi. La data di costituzione della Comunità di Castelnuovo è certa e risale al 26 giugno 1367, mentre non è ancora completamente chiaro l’inizio della costruzione del Castello, che potrebbe risalire anche al 1366. Se la costruzione del Castello fosse iniziata nel 1366, prima dell’accorpamento dei 14 comuni più piccoli intorno al Castello Nuovo, datato 1367, la storia sarebbe come molti la conoscono, ma non va sottovalutata l’ipotesi dell’avvio della costruzione del Castello Nuovo nel 1367, anche se, in questo caso, rimarrebbe da scoprire cosa erano le mura già esistenti e facenti parte di un fortilizio esistente riportate nelle carte del Consiglio della Campana del 26 giugno 1367.

Su queste basi, il convegno del 16 dicembre non sarà solo celebrativo, ma anche formativo e ricorderà i 650 anni della fondazione di Castelnuovo Berardenga sotto diversi aspetti: da quello storico a quello artistico e culturale, ricordando anche opere d’arte presenti sul territorio, come quelle realizzate da Jacopo Della Quercia o da Giovanni di Paolo, che in pochi conoscono. Non mancheranno, inoltre, spunti di riflessione per cercare di porre finalmente fine a una diatriba accademica sulla fondazione di Castelnuovo Berardenga che va avanti da decenni e che si aprirà con l’intervento del professor Mario Ascheri, artefice dell’interpretazione più coerente delle carte del Consiglio della Campana basandosi su carte fotografate all’Archivio di Stato di Siena.

Il convegno si aprirà alle ore 11 con i saluti del sindaco di Castelnuovo Berardenga, Fabrizio Nepi e del Prefetto di Siena, Armando Gradone ed entrerà nel vivo con l’intervento di Mario Ascheri, storico e docente all’Università Roma 3 sul tema “Alle origini del nuovo castello della Berardenga”. Porteranno, poi, il loro contributo al convegno Paolo Cammarosano, del Centro europeo ricerche medievali (Cerm) di Trieste, approfondendo “Le fasi dell’incastellamento nella Berardenga”, e Felicia Rotundo, della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena Grosseto e Arezzo, su “La tutela del patrimonio culturale di Castelnuovo Berardenga”.

Il convegno riprenderà alle ore 15, dopo il buffet e la visita al parco di Villa Chigi Saracini, con gli interventi di Duccio Balestracci, docente dell’Università degli Studi di Siena, su “La formazione del confine tra le Repubbliche di Firenze e di Siena”; Renato Stoppani, geostorico, su “La viabilità medievale nel territorio della Berardenga; Pierluigi Licciardello, della Società internazionale per lo studio del Medioevo latino (Sismel) Firenze su “Il monastero di San Salvatore della Berardenga tra Duecento e Trecento” e Gabriele Fattorini, dell’Università di Messina, su “La tavola di Giovanni di Paolo a Castelnuovo Berardenga”. Gli interventi saranno accompagnati da mappe dell’epoca, di cui alcune inedite, e da altri contributi visivi che arricchiranno i contributi dedicati al ruolo politico, economico e religioso dei diversi insediamenti della Berardenga prima e subito dopo la realizzazione del Castello Nuovo.

“Il convegno sui 650 anni della fondazione di Castelnuovo Berardenga – ha affermato il primo cittadino Fabrizio Nepi – nasce non solo con l’obiettivo di ricordare questo importante anniversario, ma anche di rendere fruibile sempre più il patrimonio storico, artistico e culturale della Berardenga. L’auspicio è che questa iniziativa ne metta in moto altre per riscoprire e valorizzare il nostro tesoro coinvolgendo sempre più i visitatori ma anche i cittadini e rafforzando la promozione del territorio e la sua identità”.

“Nel 1300 – ha aggiunto Mario Ascheri, introducendo e dando qualche anticipazione sul tema al centro del convegno di sabato 16 dicembre – l’attuale Castelnuovo era già in una posizione importante e strategica nella cosiddetta terra Berardinga attraverso più castelli che, però, non avevano una piazzaforte con cui rispondere ad attacchi esterni. E’ così che viene costruito il Castello Nuovo in un periodo, come quello attorno agli anni 1360, in cui c’era fermento e voglia di reagire dopo la peste. Da qui la decisione di realizzare le fortificazioni con la collaborazione delle comunità locali, tema che sarà approfondito con numerosi interventi nel convegno del 16 dicembre”.