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Estorsione e bullismo a scuola: arrestato 16enne in Valdelsa

Estorceva soldi ad un compagno di classe in cambio di “protezione”. Uno studente campano di 16 anni, residente in Val d’Elsa con la famiglia, già pregiudicato per reati legati alla droga, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di estorsione e condotto nel carcere minorile di Firenze. Ma andiamo con ordine. La vicenda inizia mesi fa, ad ottobre 2014; Igor (nome di fantasia) individua un compagno di classe più mite e debole ed inizia a prenderlo di mira. Il passo dal bullismo all’estorsione è stato tanto semplice quanto scontato. Picchiare e minacciare i compagni è un modo per affermare, in una società degradata, la propria autorità all’interno della scuola, ma spesso non basta per permettersi capi di abbigliamento firmati, cellulari di ultima generazione ed uscite extra la sera. Per questo motivo Igor  ha iniziato a pretendere soldi in cambio di “protezione”. La vittima, un giovane coetaneo di Poggibonsi, ha quindi iniziato a consegnare somme di denaro al suo compagno per non essere molestato, per non essere maltrattato o preso in giro. Nelle prime settimane il ragazzino ha consegnato al suo “aguzzino” piccole somme di denaro che prelevava dalla sua paghetta. Il “bullo”, però, con il passare delle settimane ha iniziato ad avanzare richieste sempre più consistenti. Richieste alle quali Giovanni (l’altro ragazzo, anche questo nome è di fantasia), pur attingendo dal proprio salvadanaio, non riusciva più a soddisfare, motivo per il quale Igor ha deciso di far capire con i fatti cosa avrebbe dovuto affrontare Giovanni se non avesse pagato. Così, a novembre, Igor lo aspetta fuori dalla scuola e, dopo averlo costretto a seguirlo, lo picchia minacciandolo di consegnargli i soldi e di non dire nulla a nessuno, pena ulteriori botte.

Giovanni per evitare ulteriori problemi, inizia a sottrarre dai portafogli dei genitori e della nonna somme di denaro sempre più alte. Così i genitori di Giovanni si accorgono che qualcosa non va. Parlano con il loro figlio ma non ottengono nessuna confessione. Dopo l’ennesima sparizione di denaro dal portafogli del padre, Giovanni viene chiamato ancora una volta dai genitori a dare giustificazioni, ma per l’ennesima volta nega ogni coinvolgimento. I genitori quindi lo mettono in “castigo” e gli tolgono il cellulare. I due adulti, dunque, si imbattono in alcuni messaggi scambiati da Giovanni con alcuni amici. Messo davanti l’evidenza, Giovanni ammette di non voler più andare a scuola per timore delle botte di Igor. I genitori capiscono l’accaduto e si rivolgono ai Carabinieri.

I militari dell’Arma optano per agire subito. Giovanni avrebbe dovuto consegnare ad Igor, entro le ore 12:00, 100,00 euro e così si decide per organizzare un servizio per assistere alla consegna del denaro. Un gruppo di carabinieri, in abiti civili, si apposta all’interno del plesso scolastico per monitorare la consegna di denaro. Alle ore 13:00, Giovanni si presenta nel luogo stabilito da Igor e gli consegna la somma di denaro. Igor prende i soldi, spintona Giovanni in segno di disprezzo per il ritardo nella consegna e si allontana.

Tanto basta ai militari per avere le prove dell’avvenuta estorsione e quindi intervengono fermando Igor che sembra non capirne il motivo. Scatta la perquisizione e vengono rinvenuti i soldi (che erano stati segnati dai militari prima dell’incontro) nel portafogli di Igor. Il giovane viene subito identificato in caserma e si scopre che alle spalle ha già diversi precedenti per droga e reati di altro tipo. Viene subito dichiarato in stato di arresto in flagranza di reato e viene condotto nel carcere minorile di Firenze in attesa di essere sentito dal P.M. dei minori. La legge prevede pene che vanno fino 10 anni.

Le indagini dei Carabinieri sono ancora in corso per accertare se oltre a Giovanni, altri studenti siano caduti nella rete delle estorsioni di Igor.

Giulio Pasqui

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