Caporalato in provincia di Siena, tre persone arrestate
29 Set, 2017
carabinieri poggibonsi auto caserma

Nelle prime ore del mattino, i Carabinieri della Compagnia di Poggibonsi, insieme ai colleghi del Nucleo Carabinieri Ispettorato del lavoro di Siena, hanno eseguito 3 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti stranieri di nazionalità curda, responsabili di “intermediazione illecita” (caporalato) e “sfruttamento del lavoro”. L’indagine è cominciata dopo un esposto presentato nel mese di febbraio scorso da un cittadino di Radda in Chianti, che segnalava le precarie condizioni in cui vivevano alcuni stranieri, sistemati in un fatiscente appartamento ubicato in località Palagio di Radda in Chianti. I successivi accertamenti hanno appurato le pessime condizioni di vita di circa 40 operai, risultati dipendenti di una Società d’intermediazione con sede nella Provincia di Grosseto, che risultavano essere stati sottoposti ad orari di lavoro estenuanti. Gli operai venivano accompagnati con numerosi furgoni sui luoghi di lavoro e costretti a sostenere faticose attività agricole, oltre gli orari contrattualmente concordati. Nel corso dell’indagine venivano individuati due ulteriori appartamenti a Castellina in Chianti e a Vagliagli, utilizzati come dormitori per gli operai impiegati nella stessa società. Dalle indagini è emerso anche che venivano retribuiti solo per una parte delle ore di lavoro realmente effettuate e che di frequente, venivano maltrattati e vessati dagli intermediari, procacciatori dell’impiego presso alcune aziende agricole, comportamenti ai quali avevano dovuto assoggettarsi, pur di avere una retribuzione. All’interno delle squadre di lavoro organizzate, si era venuta a creare una consolidata gerarchia di disparità nei trattamenti economici, a seconda delle etnie dei componenti delle squadre stesse. Le vittime delle vessazioni erano costrette anche a trattenute sullo stipendio, quale corrispettivo dell’acquisto degli strumenti di lavoro che utilizzavano. Nello stesso contesto e per gli stessi reati, venivano indagati ulteriori tre soggetti. La società alla quale fanno capo tutti gli indagati è stata sottoposta, per ordine della Magistratura senese, a controllo giudiziario da parte di un commissario appositamente nominato.