Un nuovo strumento per contrastare il caporalato in agricoltura e tutelare lavoratori e imprese oneste. È stato firmato oggi, martedì 29 luglio, dai prefetti di Grosseto e Siena, Paola Berardino e Valerio Massimo Romeo, il protocollo d’intesa “Codice Etico Agricoltura”, un accordo definito dagli stessi promotori come il primo esperimento interprovinciale in Italia dedicato alla prevenzione dello sfruttamento lavorativo nel settore agricolo.
L’intesa, condivisa anche dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, punta a rafforzare la legalità nella filiera agricola attraverso strumenti di prevenzione, controlli e formazione, con un’attenzione particolare al fenomeno delle cosiddette “aziende senza terra”, imprese prive di terreni agricoli che forniscono manodopera alle aziende committenti e che, secondo le istituzioni e i sindacati, rappresentano uno degli ambiti più esposti al rischio di irregolarità.
Caporalato in Toscana: cosa prevede il protocollo
Il protocollo nasce dal lavoro avviato nei mesi scorsi dal Comitato interprovinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, dalla task force costituita tra le due prefetture e dagli approfondimenti della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro.

Tra le novità più significative figurano l’introduzione di strumenti di autodichiarazione per le aziende che operano negli appalti agricoli, la creazione di una white list delle aziende senza terra ritenute regolari, il rafforzamento della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità e l’avvio di percorsi formativi rivolti sia alle imprese sia ai lavoratori.
“Si tratta di un esperimento innovativo – ha spiegato la prefetta di Grosseto Paola Berardino – nato dalla collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine ed enti statali. È un primo tentativo che potrà essere migliorato nel tempo, ma rappresenta un segnale importante per far emergere le situazioni di irregolarità”.

Il prefetto Romeo: “Così contrastiamo il sistema delle aziende senza terra”
Il prefetto di Siena Valerio Massimo Romeo ha spiegato come il protocollo sia nato anche grazie al confronto con la Flai Cgil e agli approfondimenti svolti sul fenomeno delle aziende senza terra.
“Non vogliamo duplicare competenze già esistenti – ha sottolineato – ma introdurre uno strumento flessibile che favorisca trasparenza e legalità”.Le aziende aderenti dovranno fornire una serie di informazioni sulla propria organizzazione, sulla regolarità contributiva e sulle condizioni offerte ai lavoratori, compresi gli aspetti legati ai trasporti. L’obiettivo è consentire controlli più efficaci e costruire un sistema che premi le imprese virtuose. “Oggi possiamo dire che esistono forme di sfruttamento della manodopera agricola – ha aggiunto Romeo –. Questo protocollo serve a far emergere le situazioni irregolari e a tutelare sia i lavoratori sia le aziende che rispettano le regole”.

Limatola: “Difendere le imprese sane”, Carletti: “Uno strumento concreto per favorire la legalità”
Per il presidente della Provincia di Grosseto Francesco Limatola, il protocollo rappresenta un passo avanti per un territorio dove la grande maggioranza delle aziende opera correttamente.
“Le nostre province hanno un tessuto agricolo che fonda la propria competitività sulla qualità e sull’etica del lavoro. Tuttavia esistono zone d’ombra che vanno contrastate con controlli più efficaci e con la formazione delle potenziali vittime dello sfruttamento”.
Anche la presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti ha evidenziato come l’accordo rappresenti “uno strumento concreto per far prevalere la legalità”, ricordando che la Regione Toscana sta lavorando anche a una legge specifica sul contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura.

La Cgil: “Un primo grande segnale”
Soddisfazione è stata espressa anche dalla Flai Cgil Toscana, che nei mesi scorsi aveva portato all’attenzione delle istituzioni il fenomeno attraverso le Brigate del Lavoro, in particolare nei territori dell’Amiata grossetana e della Valdichiana senese.“Negli ultimi mesi il lavoro della Flai Cgil ha contribuito a rendere lo sfruttamento in agricoltura una priorità istituzionale”, hanno dichiarato i segretari Andrea Biagianti e Paolo Rossi, sottolineando come il protocollo introduca strumenti concreti di prevenzione, dalle comunicazioni sugli appalti alla white list delle aziende senza terra.
Per il segretario regionale Mirko Borselli, l’accordo rappresenta “l’avvio di un progetto concreto”, ma dovrà essere accompagnato da ulteriori interventi su collocamento pubblico, alloggi, trasporti e reinserimento lavorativo dei lavoratori che denunciano i caporali.











