Caccia, domani e domenica la preapertura. In Toscana ancora il record di doppiette
1 Set, 2017
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Si svolgerà come da programma domani e domenica la preapertura della stagione venatoria 2017-2018. Doppiette vietate contro germani reali, alzavola e marzaiola, ovvero gli uccelli acquatici di cui normalmente è consentita la caccia, ed anche contro i merli. Inoltre non si sparerà fino alle sette di sera, ma solo fino alle 14.

La caccia al germano, all’alzavola e alla marzaiola – tutti uccelli acquatici – è stata sospesa a causa della siccità dell’estate. Era già successo nel 2003 e nel 2012, altri due anni particolarmente siccitosi (anzi, il 2003 forse fu anche peggio) e il provvedimento ha due ragioni: quella di aiutare la conservazione della specie a fronte dei pochi bacini e specchi di acqua allagati dove quest’anno gli animali saranno costretti a concentrarsi, ma anche una razionalizzazione dell’uso dell’acqua, visto che la caccia era consentita anche in invasi allagati artificialmente e quindi si sarebbe dovuta utilizzare in grandi quantità per riempirli.

Nello specifico il 2 settembre si potrà sparare alla tortora africana e al colombaccio. A questi la Regione ha aggiunto, questo come gli anni passati, cornacchie, gazze e ghiandaie, ovvero quei corvidi dannosi per le covate, con popolazioni in eccesso e per cui, anche a caccia chiusa, spesso vengono organizzate battute ad hoc per contenerle lo sviluppo. Per motivi simili sarà consentita, in deroga, la caccia agli storni, che provocano danni alle coltivazioni di uva ed olivi. Domenica 3 si potrà sparare invece solo ai corvidi e agli storni, ovvero le specie ‘nocive’: caccia vietata in questo caso a tortora e colombacci.
L’anno scorso i cacciatori erano 78 mila, in calo oramai da più di venti anni e vista l’età media elevata, vicina ai sessantasei anni, c’è da aspettarsi un’ulteriore drastica riduzione. Quest’anno dovrebbero aggirarsi attorno ai 75 mila. La Toscana rimane comunque la regione in Italia con il più alto numero di cacciatori, prima (o forse al massimo seconda) anche come densità in rapporto alla popolazione. In questo caso se la gioca con l’Umbria.

Nel 1995, pur già in calo, erano quasi 150 mila le doppiette in Toscana. In ventidue anni si sono di fatto quindi dimezzati. Chi spara deve pagare una doppia tassa di concessione e poi un corrispettivo per gli ambiti di caccia a cui si iscrive, nella regione o fuori regione. La tassa regionale ammonta a 23 euro l’anno – è stata ridotta nel 2014 – mentre quella incamerata dallo Stato vale 173 euro.

Per il primo Atc di residenza venatoria, l’ambito territoriale di caccia, si pagano in Toscana 100 euro e 50 per gli eventuali altri. In venticinquemila ne scelgono almeno due. Queste risorse servono a finanziare le attività di ripopolamento ma anche l’indennizzo dei danni provocati dalla fauna alla coltivazioni. Il 10 per cento, dall’anno scorso, è destinato al finanziamento della spesa per la polizia provinciale, che tra le sue competenze specifiche ha anche quella della tutela del territorio, la lotta ai crimini ambientali, al fenomeno del bracconaggio e allo sfruttamento degli animali.