Brio e Rocco Nice, l’inarrestabile corsa del Drago
3 Lug, 2018
drago giro vittoria

In Piazza del Campo è esplosa la gioia del popolo della Contrada del Drago alla sua 38esima vittoria. Una moltitudine di bandiere sventolanti e urla di gioia hanno riempito di colori e suoni questa caldo pomeriggio di estate senese. Ancora una pagina di storia del Palio che ha visto imprimere sul tufo i nomi del fantino Andrea Mari, detto Brio, che ha conquistato il suo sesto Palio, e del cavallo Rocco Nice, esordiente, protagonisti assoluti della corsa.

Il Palio sempre uguale a se stesso nel saper magistralmente mantenere immutati i rituali e l’essenza della tradizione, riesce, ogni volta, a raccogliere i cambiamenti necessari per riproporre quella marca connotativa che lo contraddistingue da ogni altra festa di popolo.

E così è stato ancora una volta, con l’incedere solenne dei figuranti del corteo storico e l’ingresso, sulla terra gialla della pista, del Carroccio con il Drappellone, la tela di seta dipinta, per questo 2 luglio, dal famoso vignettista Emilio Giannelli che, da contradaiolo, è riuscito a traslare sulla stoffa le emozioni che i senesi vivono durante quella manciata di secondi che vede 10 cavalli lanciati al galoppo per conquistare un sogno. Una gioia senza limiti per Giannelli che, da dragaiolo, ha visto portare la sua opera proprio nel rione natio: Camporegio.

Le Contrade si sono sfidate fin dall’ingresso fra i canapi. Oca, Tartuca, Lupa, Nicchio, Istrice, Giraffa, Leocorno, Drago, Valdimontone, e Chiocciola di ricorsa. Questo l’allineamento tra i canapi per la partenza. Fremiti di battaglia. Come da memoria.  Senza esclusione di colpi. Come in amore. Una lunga ora di attesa prima di vederle partire.

A scattare in testa il Drago, inseguito dalla Giraffa e Leocorno. Alla prima curva del Casato l’Oca  si posiziona al terzo posto. Una sequenza che si manterrà inalterata fino al secondo giro al Casato che, subito dopo la curva, vede la contrada di Fontebranda  posizionarsi  al secondo posto. Inutili tutti gli sforzi del fantino e del cavallo.

A tagliare il bandierino sarà il Drago dopo tre giri condotti in testa.

Lo scoppio del mortaretto ha sancito la vittoria del popolo di Camporegio che ha invaso, colorando di  rosa antico, verde e giallo la Chiesa della Madonna di  Provenzano, per ringraziare la Vergine alla quale  la corsa di luglio è dedicata.

E mentre la notte cala sulla città, solo una bandiera sventola alla trifora di Palazzo Pubblico, è quella del Drago che per tutta la notte, e per molti giorni ancora, festeggerà la vittoria di ciò che rende Siena unica al mondo: il Palio.