Biomedicale: nasce a Siena il centro di alta qualificazione scientifico tecnologica
22 Nov, 2018
Bracci-Pini-dipbiotecmed

Nasce a Siena, con più di 100 ricercatori coinvolti e un finanziamento di oltre 7 milioni di euro, un centro di alta qualificazione scientifico tecnologica in campo biomedico: si tratta del “MedBiotech HUB & Competence Center”, costituito dal dipartimento di Biotecnologie mediche dell’Università di Siena, che partendo dalle competenze già presenti  in Ateneo punta a convogliare le migliori tecnologie, competenze e progetti, collaborando con enti pubblici e privati del territorio e puntando ad un pubblico nazionale ed internazionale. Il Centro, che ha l’obiettivo di studiare, sperimentare e proporre nuovi farmaci e nuove tecnologie diagnostiche e terapeutiche per la salute umana, sarà presentato lunedì 26 novembre presso l’aula Magna dell’Università di Siena, in un  incontro pensato per coinvolgere i ricercatori, le aziende che operano nel campo biomedicale, le istituzioni che si occupano di salute.

A partire dalle ore 9.30, dopo i saluti del rettore Francesco Frati, il progetto sarà presentato dai professori Luisa Bracci e Alessandro Pini, direttrice e delegato per la ricerca del dipartimento di Biotecnologie mediche. Seguirà poi la presentazione delle piattaforme tecnologiche messe a disposizione dal MedBiotech HUB & Competence Center. Si tratta di competenze specifiche e  strumentazioni di laboratorio all’avanguardia che permettono di fare ricerca e fornire servizi su dieci tematiche: si va dai materiali biocompatibili alla cardiologia sportiva, dalla bioinformatica allo sviluppo di nuovi vaccini.Il progetto quinquennale è stato finanziato con fondi del progetto ‘Dipartimenti di eccellenza’ del ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, e punta nel tempo ad autofinanziarsi  fornendo servizi e tecnologie di alta qualificazione a fruitori esterni, diventando allo stesso tempo un punto di riferimento internazionale nella ricerca biomedica.

 

Nella foto la professoressa Luisa Bracci e il professor Alessandro Pini