Basket giovanile Virtus: il bilancio di coach Vezzosi
4 Lug, 2014
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Umberto, facciamo un bilancio della stagione per quanto riguarda il settore giovanile rossoblù.  
«E’ stata un’annata molto impegnativa nella quale tutti i ragazzi e gli allenatori hanno dato il massimo. Le squadre eccellenza Under 19 e Under 17 ad inizio anno non è stato possibile rinforzarle e sono rimaste corte in alcuni ruoli. Entrambe hanno perso pochissime partite durante la prima fase, con l’Under 17 che ha raggiunto le finali nazionali, il massimo traguardo possibile, mentre l’Under 19, nonostante la partenza di Oliva, si è qualificata per l’interzona. Rimanendo alle squadre eccellenza, gli Under 15 hanno fatto meglio di tutti, dominando il campionato senza perdere neanche una partita e conquistando il titolo di campioni regionali. Vezzosi coach giovanili Virtus_800x533Purtroppo hanno dovuto fare i conti con un’interzona molto competitiva e con un po’ di infortuni che ne hanno pregiudicato la qualificazione, ma si sono dimostrati sicuramente squadra da finali. Gli Under 14 elite e gli Under 13, composti da tutti ragazzi di Siena, hanno fatto grandi progressi disputando un campionato positivo».
Un grandissimo lavoro è stato fatto anche con le formazioni regionali…
«Il bilancio è certamente molto positivo. Tutte e tre le squadre si sono classificate ai primissimi posti dei rispettivi campionati. L’Under 19 è arrivata a giocarsi il titolo regionale, perso solamente in finale al fotofinish, gli Under 17 sono rimasti tutto l’anno in vetta alla classifica non riuscendo a qualificarsi alla seconda fase solamente per differenza canestri e gli Under 15 sono arrivati a giocarsi la Coppa Primavera, anche qui persa purtroppo nella finalissima».
Un annata comunque positiva nel complesso…
«Certamente. La qualità del lavoro è stata alta e se non sono arrivati risultati migliori la colpa è solamente di problemi oggettivi che non siamo riusciti a colmare. La soddisfazione, comunque, è per l’ottimo risultato della prima squadra, al quale hanno contribuito anche tanti ragazzi delle giovanili. La Virtus, quindi, anche quest’anno ha qualcosa da festeggiare. Vorrei ringraziare lo staff medico composto dal dottor Cervelli e dal fisioterapista Biagini, il preparatore Laface, gli accompagnatori e gli staff di tutte le squadre e ovviamente la società, che ci è stata sempre vicina».
Anche quest’anno c’è stata la crescita di molti ragazzi e numerosi riconoscimenti importanti alla società con le varie convocazioni in nazionale e alle selezioni…
«A livello individuale abbiamo avuto tantissimi ragazzi convocati in nazionale, nelle varie selezioni e al Centro Tecnico Federale. Tuttora tanti giocatori premono per venire alla Virtus e nei giorni scorsi abbiamo fatto degli allenamenti per valutarne alcuni. Lavoriamo per continuare sulla strada degli ultimi anni. La cosa che più mi conforta è anche il grande miglioramento dei ragazzi di Siena, nati e cresciuti da  noi, che ci torneranno certamente utili per i prossimi anni. La cosa importante è che oltre ai ragazzi, negli anni la Virtus ha formato anche altre figure come preparatori e tanti allenatori, molti dei quali adesso sono in categorie superiori. Questo dimostra la qualità del lavoro e la visione a 360° della nostra società. Anche personalmente ho ricevuto un grande attestato di stima con l’invito a partecipare al clinic a San Patrignano, dove ho partecipato pochi giorni fa insieme a tanti allenatori di primissimo livello. Per me si tratta di una cosa molto importante e di un riconoscimento al lavoro e alla professionalità. Ho affrontato il clinic con tanto entusiasmo considerandolo un punto di partenza per continuare a migliorarmi».
Adesso però si pensa al futuro. Il tuo sarà ancora legato alla Virtus?
«In questo momento la volontà mia e della società è quella di proseguire. Il momento non è facile, ma aspettiamo l’evolversi della situazione e magari l’arrivo di qualche sponsor, rimanendo comunque fiduciosi. Se  non dovessimo proseguire, però, io non posso che ringraziare la Virtus per quanto mi ha dato in questi anni. Il mio, comunque, non è un discorso di addio perché la volontà, ripeto, è quella di proseguire qui».