Banca Mps condannata a riassumere gli “esternalizzati”. Scaramelli e sindacati dalla parte dei lavoratori
14 Apr, 2015
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Banca Mps dovrà riassumere i dipendenti trasferiti, dal 1 gennaio 2014, a Fruendo, la joint venture creata da Bassilichi (60%) e Accenture (40%) a cui Mps ha ceduto i servizi di back office.
La decisione è del tribunale di Siena che in primo grado ha condannato la banca alla riassunzione di circa 250 dipendenti della provincia di Siena che avevano presentato ricorso. Per il giudice la procedura di cessione di ramo d’azienda è da considerarsi nulla.
I dipendenti passati dalla Banca a Fruendo, nell’ambito della ristrutturazione di Banca Mps, erano stati 1067 nelle sedi di Siena, Firenze, Padova, Mantova, Roma, Lecce e Abbiategrasso.
Anche altri dipendenti, residenti nelle altre province, hanno fatto ricorso contro il passaggio a Fruendo presso i tribunali delle loro città.

“Oggi è stata fatta ‪giustizia”. Così Stefano Scaramelli, candidato al Consiglio della Regione Toscana, interviene via Facebook sul reintegro dei dipendenti Fruendo in Mps. “Il giudice del lavoro ha dato ragione ai miei 250 ‪‎colleghi Mps‬ esternalizzati nel 2014 verso Fruendo – scrive Scaramelli -; per la banca era necessario coprire perdite inaudite. Un’operazione fatta a discapito dei lavoratori esternalizzati da un giorno all’altro senza concertazione e garanzie.‬ Non era giusto che fossero i ‪‎dipendenti Mps‬ a pagare le colpe del “‪‎sistema Siena”‬. C’è voluta una sentenza ed un Giudice per fare quello che il normale buonsenso suggeriva. Adesso occorre voltare pagina”.
La decisione del Giudice del Lavoro del Tribunale di Siena è “la certificazione che quel trasferimento di ramo d’azienda non era conforme alle norme legislative così come la Fisac MPS e la Fisac Fruendo hanno sempre sostenuto – si legge in una nota dei sindacati -. Tra l’altro la Banca ha insistito su quel percorso chiaramente sbagliato pur in presenza di controproposte sindacali capaci di rispondere alle esigenze di contenimento dei costi, nel rigoroso rispetto delle norme contrattuali e delle leggi in vigore.
Ora è necessario che la Banca applichi la sentenza e che si renda finalmente conto che l’unica strada percorribile è quella del confronto con le Organizzazioni Sindacali Aziendali e che qualunque altra strada è destinata a produrre esclusivamente effetti negativi”.