Home Slide Show • News • Prima pagina

Autunno salato per le famiglie senesi: quasi 3mila euro di spese in tre mesi

Federconsumatori: tra settembre e novembre la spesa media arriva a 2.959 euro, il 7,2% in più rispetto al 2025. A pesare soprattutto bollette, carburanti e riscaldamento

Quasi tremila euro in tre mesi. È il conto che, secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, attende mediamente le famiglie tra settembre e novembre 2026. La spesa complessiva raggiunge 2.959,42 euro, con un aumento del 7,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Sono quasi 200 euro in più in un solo anno, un incremento determinato dalla somma di diverse voci che tornano a pesare sui bilanci proprio con l’arrivo dell’autunno: bollette, riscaldamento, carburante, scuola, TARI e attività sportive.

Un quadro nazionale che, secondo Federconsumatori, trova una declinazione particolarmente significativa anche nel territorio senese, dove le caratteristiche del territorio rendono alcune spese ancora più difficili da comprimere.

Bollette, il capitolo più pesante

La voce che registra l’incremento più significativo è quella relativa alle utenze. Acqua, luce, gas e telefonia passano da 1.120,70 a 1.280,50 euro, con una crescita del 14,3%. Per molte famiglie il problema non è soltanto l’aumento della singola bolletta, ma il fatto che questo incremento arrivi insieme ad altre spese obbligate. A Siena la questione energetica si intreccia anche con le caratteristiche del patrimonio abitativo, soprattutto nel centro storico. Gli edifici più antichi, con muri spessi, soffitti alti e vincoli architettonici, possono rendere più complesso intervenire sull’efficienza energetica.

A raccontare questa difficoltà è Marco, studente di Giurisprudenza fuori sede.

“Abito in un appartamento vicino a via Banchi di Sopra. È una casa bellissima, ma in inverno è un frigorifero – racconta -Con i vincoli architettonici che impediscono infissi moderni o cappotti termici, scaldare stanze dai soffitti altissimi e mura in pietra è un’impresa disperata”. La casa viene condivisa con altri studenti, ma il risparmio sull’affitto non basta più a compensare il peso delle utenze.

Il riscaldamento torna a pesare sui bilanci

Con l’arrivo della stagione fredda c’è poi il capitolo del riscaldamento. Per chi vive in condomini con impianto centralizzato, Federconsumatori stima una prima rata di 462,60 euro, in aumento del 15,7% rispetto allo scorso anno. Spostandosi dalla città verso le zone montane della provincia, cambia il tipo di combustibile utilizzato ma non la pressione sui bilanci. Sull’Amiata, in particolare, il pellet rappresenta una delle alternative utilizzate per il riscaldamento domestico. Secondo i dati riportati da Federconsumatori, il suo prezzo ha registrato un incremento superiore al 30%.

“Avevamo puntato sul pellet anni fa per risparmiare e uscire dalla dipendenza dal gas. Ora ci sentiamo traditi – racconta Roberto, residente sull’Amiata – Qui in montagna il freddo arriva prima e dura di più; pagare il combustibile il 30% in più significa dover tagliare su tutto il resto per poter stare al caldo”.

Fare il pendolare costa sempre di più

Se in città il problema è soprattutto quello delle utenze e del riscaldamento, in provincia c’è un’altra voce che pesa quotidianamente: il costo per raggiungere il posto di lavoro. Secondo Federconsumatori, il prezzo del carburante registra un aumento del 22,8%, mentre la spesa media trimestrale indicata per questa voce arriva a 624,45 euro. Il dato riguarda da vicino un territorio nel quale migliaia di persone ogni giorno si spostano verso Siena dalla Valdelsa, dalla Valdichiana e dagli altri comuni della provincia. Per molti lavoratori l’auto non è facilmente sostituibile, soprattutto quando gli orari del trasporto pubblico non coincidono con quelli di lavoro. “Ogni pieno è un colpo al cuore – racconta Elena, impiegata pendolare sulla tratta Poggibonsi-Siena – Chi abita in provincia e lavora a Siena non ha alternative: i trasporti pubblici extraurbani non coprono tutte le fasce orarie e il mezzo proprio è l’unica scelta”. Una distanza che, chilometro dopo chilometro, diventa anche una voce sempre più consistente del bilancio familiare.

Dalla scuola alla TARI: il conto continua a salire

A settembre arrivano anche le spese legate alla scuola. Libri, dizionari e corredo scolastico raggiungono, secondo Federconsumatori, 1.014,72 euro, con un aumento dell’1,9%. Sale anche la TARI: la seconda rata passa da 182,90 a 192,80 euro, con un incremento del 5,4%. Per le attività sportive di due persone la spesa prevista arriva invece a 186,50 euro, il 4,2% in più rispetto al 2025. Più contenuto l’aumento indicato per le spese sanitarie, che passano da 281,90 a 284,90 euro, con una crescita dell’1,1%. Nel complesso, però, la somma delle diverse voci porta il conto trimestrale a sfiorare la soglia dei 3mila euro. Federconsumatori segnala inoltre il rischio che l’aumento delle spese obbligate finisca per ridurre ulteriormente la capacità delle famiglie di sostenere altre spese. L’associazione richiama in particolare il tema delle visite e degli esami sanitari rinviati per motivi economici e quello delle rinunce sul carrello della spesa.

Le richieste di Federconsumatori

Di fronte a questo quadro, Federconsumatori chiede al Governo interventi per alleggerire il peso dei rincari. Tra le proposte figurano un taglio delle accise sui carburanti, indicato dall’associazione nell’ordine di 20-25 centesimi, e una revisione dell’IVA sui beni essenziali. Secondo le stime dell’Osservatorio, una rimodulazione dell’IVA potrebbe consentire alle famiglie un risparmio superiore ai 530 euro all’anno. Per Siena e provincia vengono invece richiesti interventi più mirati: il rafforzamento dei bonus energia comunali, maggiori controlli sui prezzi del pellet nelle aree montane dell’Amiata e investimenti sul trasporto pubblico extraurbano, con l’obiettivo di ridurre il peso del pendolarismo.

“L’erosione del potere d’acquisto non è più un timore, ma una realtà che rischia di strangolare l’economia senese” sottolinea Laura Grandi, presidente di Federconsumatori Toscana. Secondo Grandi, senza interventi a tutela dei redditi medi e bassi il rischio è che la riduzione della capacità di spesa delle famiglie finisca per ripercuotersi anche sulle attività economiche del territorio. Il dato dei 2.959 euro in tre mesi restituisce quindi la fotografia di un autunno nel quale le famiglie dovranno affrontare contemporaneamente bollette, riscaldamento, carburante, scuola e tasse. E per chi vive in provincia, tra chilometri da percorrere ogni giorno e case da riscaldare, il conto rischia di essere ancora più difficile da far quadrare.

Nicola Ciuffoletti

RADIO STREAMING POPUP

Ad

18 Agosto 2026, la cronaca di Tommaso Salomoni

ESTRA NOTIZIE

Ad

Meteo

Meteo Siena