Ato Rifiuti Toscana sud e gestione Sei Toscana, i numeri di una sconvenienza economica
13 Mar, 2017
presentazione_studio

Provincie di Arezzo, Grosseto e Siena, territorio di competenza dell’ATO Rifiuti Toscana Sud, periodo 2013-2015: i rifiuti pro capite calano dell’8,6% e la raccolta differenziata del 6%, mentre su scala nazionale cresce del’11%. Parallelamente, in soli due anni (2013-15) i costi unitari di smaltimento crescono del 20%, la spesa pro capite dell’11,3% e la spesa per tonnellata del 12.6%. Sono alcuni dei dati evidenziati in “Valutazione della nuova modalità di gestione del servizio di asporto rifiuti nell’Ato Toscana sud”, lo studio condotto dal Centro Studi Sintesi di Mestre per conto di Rete Imprese Italia – Siena.

Il contesto. Una gestione che dal 2014 è svolta da Sei Toscana, incaricato unico del servizio per 106 comuni, 878.000 abitanti e 12.000 kmq. In questo ambito, secondo Sintesi, i costi sostenuti dai cittadini hanno raggiunto livelli superiori alle medie nazionali e regionali, a differenza di quanto accadeva in precedenza: nel 2013, i valori risultavano inferiori rispettivamente del 13 % rispetto alla media Toscana, e del 6 % rispetto a quella italiana.

Costi fissi in aumento e performance in flessione. L’analisi della gestione pre e post Sei Toscana effettuata dal Centro Studi evidenzia una crescente incidenza dei costi fissi, passati dal 35,8% al 64,4%, con conseguenti ripercussioni sul calcolo della Tariffa rifiuti (TARI) applicata su cittadini e imprese. Viceversa, le performance gestionali (valutate su indicatori medi) flettono: quantità gestita di rifiuti per mezzo impiegato (-19%), persone servite (-19%), e tonnellate gestite (-23%) per singolo addetto. Anche perché parallelamente crescono dipendenti (da 895 a 998) e posizioni dirigenziali (da 4 a 6, + 50 %).

Paradossi e limiti della gestione unitaria. Sintesi evidenzia anche un valore della produzione in aumento del 12,9%, nonostante il calo del 4 % nella produzione di rifiuti; ed un aumento dei costi unitari di smaltimento del 20% (da 282 euro per tonnellata del 2014 a 339 euro per tonnellata nel 2015), con un aggravio generale di costi di gestione della società del 15%. La riclassificazione del bilancio con i valori relativi al 2014 e 2015 evidenzia un peggioramento di quasi tutte le voci considerate, in particolare quelle relative all’efficienza della gestione di impresa. Lo studio deduce quindi i limiti mostrati dalla gestione unica: la mancanza di una strategia innovativa nella gestione dei rifiuti, la determinazione ex ante (nel bando di gara) delle tariffe, la mancanza di relazione economica tra i costi sostenuti dal cittadino e il corretto comportamento di quest’ultimo. Oltre a questo, la presenza di un gestore unico non ha limitato le disparità tariffarie esistenti tra i diversi comuni del territorio servito, e negli anni si è registrato un incremento diversificato e in alcuni casi molto rilevante del costo del servizio.

Il messaggio dello Studio. “Era la fine del 2014 quando per la prima volta definimmo un ‘grande pasticcio’ la situazione che si stava profilando – ricorda Carlo Conforti, Presidente di turno di Rete Imprese Italia Siena – l’effetto evidente della nuova gestione unica era un pesante e generalizzato aumento di tariffe. Lo studio di Sintesi non fa che avvalorare l’impressione di fondo, e cioè una sostanziale abdicazione dell’ATO rifiuti rispetto al ruolo di indirizzo e controllo di cui era investito. E come conseguenza, l’attuazione di scelte operative che, al di là dei risvolti giudiziari nel frattempo emersi, non sono andate certo incontro alle esigenze della gran parte di cittadini e imprese. Un’occasione di efficientamento e risparmio è stata pesantemente vanificata. Il primo obiettivo di questo studio è far sì che questo non si ripeta”.

L’occasione della presentazione del lavoro di Sintesi, avvenuta oggi, ha coinciso anche con il previsto passaggio di testimone ai vertici di Rete Imprese Italia Siena, il coordinamento delle associazioni del commercio turismo e terziario (Confartigianato, Confcommercio, Cna e Confesercenti): a Carlo Conforti (Presidente) e Gabriele Carapelli (Direttore) succedono rispettivamente Mario Cerri e Valter Fucecchi.

Ascolta le interviste:

Federico della Puppa (Centro Studi Sintesi/CGIA Mestre


Carlo Conforti (Presidente di turno Rete Imprese Italia Siena)