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Are Speciale Sanremo. Il Festival vince ma non convince. I voti della prima serata.

Gli ascolti continuano a confermare il successo di Carlo Conti alla guida del  Festival di Sanremo. Con il 49,5% di share la maledizione del secondo anno viene demolita, grazie agli oltre 11 milioni di Italiani sintonizzati su Rai1. Dati confortanti per il team Conti, vista anche la sua conferma per il prossimo anno. Tutto perfetto, almeno nei dati, perché in realtà qualche pecca ieri sera si è vista.

Carlo Conti continua a confermarsi un professionista che porta la conduzione su lidi sereni, ma non c’è neanche la percezione di una ventata di freschezza. Tutto risulta impostato, fin troppo a parer mio, con una co-conduzione che non convince, anzi rende tutto canonicamente noiosetto.

Chi ha assistito alla conferenza stampa sperava in un bel botta e risposta tra Gabriel Garko e Virginia Raffaele, vera mattatrice della serata nei panni di Sabrina Ferilli (anche se forse la vera sé stessa avrebbe fatto il botto).

I due però sono stati relegati a debita distanza l’uno dall’altro demolendo ogni vana speranza di vedere brio ed improvvisazione sul palco dell’Ariston. Nessuna sufficienza per Garko anche se non so quanto la colpa reale sia sua o della strutturazione della scaletta.

In un Festival canonico come quelli di ieri sera non poteva mancare la bella, bellissima straniera, stilisticamente impeccabile che però ti lascia perplessa. Perché? Questa è l’unica, sostanziale domanda che ci chiediamo guardandola al fianco di Conti. Madalina Ghenea scende le scale in maniera sublime, indossa gli abiti (ieri sera di Alberta Ferretti) con grande classe, parla con un italiano velato da qualche flessione in modo sinuoso ma dopo questo niente più. Fa quello che deve fare, ovvero presenza. Siede sul suo banco in modo composto, fa i compiti a casa ed ottiene un 6 e mezzo dal professore esigente.

Ma arriviamo alle canzoni, quelle che dovrebbero contare in un Festival.

Apre la serata un emozionato Lorenzo Fragola, la canzone funziona, ma non convince tutti come invece aveva fatto lo scorso anno con “Siamo uguali”. Voto 6+

Noemi. La penna di Masini non delude così come l’interpretazione della “rossa” ma “La borsa di una donna” risulta probabilmente difficile al pubblico che infatti la relega agli ultimi posti della classifica. La mancanza di un vero ritornello si fa sentire. C’è anche chi invoca la presenza di Marco Masini sul palco, chissà se l’avesse cantata lui? Voto 6 considerato lo stile che continua ad essere perfetto, con la maxi scollatura, tratto distintivo di Noemi.

Dear Jack. Prodotti dal Toscano Diego Calvetti, volto noto della valdelsa, tornano al Festival con il nuovo cantante Leiner Riflessi dopo l’addio di Alessio Bernabei, e a dire il vero, non fanno sentire la sua mancanza. Il gruppo funziona ed il brano è il più orecchiabile (in riviera già canticchiano “Mezzo respiro”). La tensione però si fa sentire e la performance risulta vocalmente traballante, avremmo voluto sentire un po’ più forza strumentale vista la giovane età della band. Voto 6

Giovanni Caccamo e Debora Iurato. La coppia che si scoppia. “Via da qui” era tra i brani più attesi, i bookmaker la considerano la canzone vincente ma tra i due il feeling un po’ manca e questo fa perdere anche il pathos. Voto 6- …. 1 per lo stile della Iurato. Forse vista la concomitanza con l’ultimo di carnevale si volevano vestire da “La bella e la bestia”, ma il risultato è stato negativo.

Stadio. Tra i pochi veri Big di questi Sanremo. Con “un giorno mi dirai” emozionano l’Ariston e dalla voce di Curreri si percepisce anche la loro stessa emozione. Voto 6 e 1/2

Arisa. Vocalmente perfetta, come sempre tra l’altro. Canzone perfetta per Sanremo, come sempre tra l’altro. Convincente e ammaliante, come sempre tra l’altro. Ma dopo “Controvento” e soprattutto “La Notte” “Guardando il cielo” non sembra poter arrivare a toccare il vertice della classifica. Voto 7 da riascoltare. Outfit (maglioncino triste) Non Classificabile!

Enrico Ruggeri. Più giovane dei giovani, più fresco di tanti. “Il primo amore non si scorda mai” ha ritmo, coinvolge e solleva gli animi. Voto 7

Bluvertigo. Tornano sul palco dell’Ariston dopo “l’assenzio” e si ripresentano, per fortuna, come i Bluvertigo di una volta. Con “Semplicemente” sperimentano e danno vita ad una canzone troppo difficile per il pubblico sanremese. Niente di nuovo, visti gli esiti degli altri gruppi che, nella lunga storia del Festival, hanno osato portare la loro musica bella e strutturata in riviera (Afterhours, Marlene Kuntz). Purtroppo l’afonia persistente di Morgan fa scricchiolare la performance, rendendo ancora più astiosa la canzone. Look da urlo. Voto 6

Rocco Hunt. Piace, tanto ai giovani quanto ai più grandi. Al grido di “Wake up” sveglia il pubblico imbalsamato dell’Ariston. Niente da aggiungere. Voto 7

Irene Fornaciari. Elegante, sofisticata, impegnata. Un’artista da club, da locale intellettuale dove chi siede ai suoi tavolini ama ascoltare la musica assaporando ogni respiro, ogni vocalismo, ogni armonizzazione. Non proprio l’atmosfera identica a quella dell’Ariston, mettiamola così. Voto 6

 

Difficile fare una vera e propria classifica.

Il vero vincitore è Elton Jhon. Apre con “Your song”, prosegue con “Sorry seems to be the hardest word” e fa venire i brividi. Artista assoluto al di là delle polemiche. La politica resti fuori. Qui si parla di arte.

E poi lei… Laura Pausini che canta con Laura Pausini. Impeccabile con la sua “z” emiliana. Amata da tutti, ancora una volta fa vedere chi sono i veri Big italiani.

La lista degli ospiti musicali si chiude con il rapper francese Maitre Gims.

Per la comicità Aldo, Giovanni e Giacomo portano uno dei suoi più grandi successi ma non fanno ridere come dieci anni fa. Mentre la presenza di Anna Foglietta e Kasia Smutniak all’Ariston per parlare del nuovo film di Paolo Genovese “Perfetti sconosciuti” dimostra che esistono molte più donne di quanto si pensi che hanno qualcosa da dire, oltre che da mostrare.

 

Carolina Sardelli

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