Approvato il bilancio di previsione della Biblioteca comunale, che sarà aperta anche il sabato pomeriggio
27 Feb, 2018
biblioteca intronati interno

Il Consiglio Comunale ha approvato nella seduta di oggi il bilancio di previsione per il 2018/2020 della Biblioteca comunale degli Intronati, aumentando il contributo annuale da 350 a 400mila euro, così da allargare l’apertura anche al sabato pomeriggio.

Pur tenendo conto delle ridotte risorse disponibili e delle generali difficoltà di ordine finanziario che si ripercuotono sulla gestione ordinaria dell’istituzione, come ha introdotto il sindaco, il bilancio di previsione permetterà l’avanzamento del progetto generale di allestimento della “nuova biblioteca”, il proseguimento degli interventi di tutela e conservazione del patrimonio, e il mantenimento del livello quantitativo e qualitativo dei servizi. Dopo gli interventi di ristrutturazione che hanno interessato il complesso della Sapienza, la Biblioteca dispone di circa 8mila metri quadrati con un patrimonio complessivo che supera le 650mila unità librarie/documentarie.

Prosegue la programmazione delle nuove attività didattiche, che va ad aggiungersi a quelle istituzionali, organizzate anche in collaborazione con le Università con l’obiettivo di incentivare lo studio e la valorizzazione del patrimonio antico e raro, cercando, contemporaneamente, di produrre reddito da reinvestire nella sua conservazione e tutela.

Un altro importante obiettivo perseguito progetto di digitalizzazione del materiale più prezioso, così da sottrarlo a uno stress continuo e dannoso della consultazione diretta e per facilitarne la diffusione della conoscenza. La prima fase, già conclusa, ha consentito la normalizzazione, l’archiviazione e la messa in sicurezza di oltre 2 milioni di immagini, e nei prossimi due anni il progetto, entrando nella fase esecutiva, potrà avvalersi del finanziamento da parte di Ales Arte Lavoro e Servizi s.p.a.

Con l’apertura della Biblioteca pubblica a scaffale aperto e di quella per bambini e ragazzi si sono ampliate notevolmente sia la gamma delle tipologie relative all’offerta bibliografico-documentaria, sia le possibilità di fruizione da parte dei cittadini.

Le entrate sono costituite da un contributo ordinario, da parte del Comune, aumentato rispetto all’anno precedente, pari a 400mila euro così da permettere il mantenimento dei servizi fin ad ora erogati e l’apertura della struttura anche nel sabato pomeriggio; mentre quelle provenienti dalla vendita e dall’erogazione di servizi ammontano a 12mila euro. A queste si aggiunge il contributo della Regione Toscana di 190mila (80mila per spese in conto capitale e 110mila in conto corrente) per il progetto relativo alla Rete documentaria e bibliotecaria senese – Redos ; quello di Ales , reimputato nel 2018 per 80mila euro; i trasferimenti dai Comuni e Unione di Comuni che aderiscono alla Redos per un importo complessivo di circa 21mila euro, e le sponsorizzazioni da parte di imprese per altri 16mila euro.

Per quanto riguarda la spesa, le risorse saranno investite soprattutto per processi di innovazione tecnologica (piattaforma digitale, nuovo portale, laboratorio di digitalizzazione, laboratorio di restauro, ecc.), arredi e infrastrutture, attività culturali, di promozione e valorizzazione del patrimonio. Relativamente ai servizi per il pubblico, oltre a consolidare quelli già attivi se ne creeranno di nuovi, nello spirito di un ulteriore sviluppo di cooperazione e integrazione nell’ambito del servizio bibliotecario senese e della rete documentaria e bibliotecaria del territorio.

La biblioteca, infatti, sta cercando di utilizzare in ogni sua attività tutte le possibili risorse umane compreso l’apporto dei cittadini (progetti speciali, servizio civile, associazioni di volontariato, tirocini, stage, ecc.), perché importante per la qualificazione dei servizi. Per questo ha costituito, con ottimi risultati, un nucleo di volontari già attivi in diversi progetti, quali sorveglianza mostre, accoglienza, “ricollocazione, selezione e scarto”, attività per bambini e ragazzi.

Nella stesura del previsionale è stato tenuto conto, anche, delle oggettive possibilità di cofinanziamento da parte di enti pubblici e privati, secondo un’ottica di costante revisione e contenimento della spesa pur mantenendo alta la qualità dei servizi per l’utenza.