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Allarme ungulati situazione insostenibile in provincia di Siena

Piena attuazione entro l’anno del Piano Faunistico Regionale; adozione di un piano straordinario di interventi per riportare la presenza e la densità degli ungulati in equilibrio con il territorio. Sono questi alcuni degli interventi prioritari proposti dalla Cia Toscana e dalla Cia Siena, nell’ambito dell’iniziativa che si è tenuto a Firenze, dedicato alla “Gestione faunistica-venatoria: emergenza ungulati o emergenza istituzioni” che ha visto una grande partecipazione e la presenza del viceministro Olivero, del presidente nazionale Scanavino e dell’assessore regionale all’agricoltura Salvadori.

All’iniziativa hanno partecipato il presidente della Cia senese Luca Marcucci e molti agricoltori della provincia di Siena: «Così non possiamo andare più avanti» è stato il grido di dolore diffuso fra chi ha subito danni ingenti a causi degli assalti di cinghiali e caprioli; mentre ci sono ormai molte aziende costrette a chiudere i battenti. Fra le altre azioni urgenti proposte dalla Cia, l’attivazione degli interventi di contenimento e di prelievo della fauna selvatica, in particolare ungulati, nei parchi e nelle aree protette; la garanzia del rispetto del principio del risarcimento totale dei danni diretti ed indiretti causati da fauna selvatica ed ungulati, sancito dal Piano Faunistico Regionale.

«Siamo esasperati – ha detto il presidente Cia Siena Luca Marcucci – i nostri agricoltori non ce la fanno più. Non possiamo più aspettare e chiediamo interventi risolutivi a quello che ormai rappresenta una vera e propria piaga economica per il settore rurale. E’ urgente – prosegue – difendere il reddito degli agricoltori, messo a rischio da ungulati e predatori; l’agricoltura, l’ambiente ed il paesaggio, dalla catastrofe; le imprese ed i consumatori tutelando la produzione agricola; il diritto di tutti ad un agro-eco-sistema equilibrato che tuteli la biodiversità». I numeri confermano una situazione insostenibile: «Nel nostro territorio – aggiunge Roberto Bartolini, direttore Cia Siena – ci sono 5 ungulati per ogni agricoltore e 20 cinghiali ogni 100 ettari mentre il Piano Faunistico Regionale prevede da 0,5 a 5».

«Le proposte che avanziamo – ha sottolineato Luca Brunelli, presidente Cia Toscana – si fondano su quattro pilastri fondamentali, uno di carattere-istituzionale, gli altri di ordine politico, riferiti ai principi ispiratori delle norme e dei piani di gestione faunistica. Un riordino della Governance – ha spiegato – che ponga fine alla stagione dei conflitti di competenza e dei rinvii, che rappresentano le principali cause di ingovernabilità del sistema di gestione. Quindi occorre fare una netta distinzione, in questo contesto ed a partire dai principi generali della L. 157/92, tra le norme/procedure da applicarsi per le specie in esubero, come nel caso degli ungulati, e quelle per le specie a rischio di estinzione. E poi – ha prosegue il presidente Cia Toscana – il riconoscimento del fenomeno della sovra-popolazione degli ungulati come “emergenza nazionale” agricola ed ambientale. Infine è necessaria una pianificazione venatoria compatibile con il diritto di tutela preminente dell’agricoltura, in quanto comparto produttivo e fonte di reddito per chi vi opera, rispetto al quale debbono essere regolate e riequilibrate le densità venatorie».

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