Alessandro Pinciani candidato a sindaco risponde al segretario del Pd Simone Vigni
20 Apr, 2018
Pinciani Alessandro

Per Vigni faccio appello alla dignità del silenzio. Infatti ha ingannato troppe persone e sicuramente fra i primi ci sono stato anch’io. La domanda spontanea è: ha cambiato opinione sul sindaco uscente per una “rosa canina” o ha avuto paura della coerenza? I suoi sostenitori, iniziando da Fiorenza Anatrini e dintorni, il consigliere regionale Stefano Scaramelli, che per anni ha ribadito la propria totale contrarietà alla ricandidatura di Valentini e il nostro gruppo, potevano esprimere lealmente, in assemblea, l’inopportunità della riproposizione dell’attuale sindaco perché “inadeguato” – commenta in una nota spampa il candidato Pinciani – Solo la verità salverà il futuro di Siena. Allora iniziamo a fugare l’oscurità che si vuole imporre sul passato recente: perché la Mens Sana, il Siena, l’Università, il Policlinico, la Banca plurisecolare, lo sport ma non quello amatoriale, tutto per non far conoscere i rapaci avvoltoi che hanno oscurato il nostro cielo e il nostro futuro”.

“E’ inutile che Vigni evochi streghe, maghi, fattucchieri, sfaticati e cialtroni di ogni risma per giustificare l’incapacità di essere coerenti ai principi ispiratori del partito pensato per superare divisioni storicizzate strumentalmente in barba a tutti coloro che hanno rischiato o dato la vita per la libertà e la dignità di tutti – come Salvo D’Acquisto – prosegue Pinciani – Cattolici, laici, comunisti tutti insieme hanno pensato e difeso i principi ispiratori della nostra Costituzione che fino ad oggi ha riaffermato pari dignità per tutti. Oggi, con una scivolata inammissibile, dimentichiamo e calpestiamo pure la storia di Siena. Perché secondo Vigni noi dovremmo scappare? Non siamo liberi di scegliere il nostro futuro? Noi rispondiamo di si”.

“A chi scappa, a chi ha paura, a chi baratta la coerenza dei principi con qualche poltrona non conquista ma elargita: diciamo no!  – conclude Pinciani – Io non voglio nient’altro che non sia il futuro di questa città. Né menzogne, né imboscate, né trattative che siano lontane dalla difesa degli anziani, dei giovani, delle donne, degli imprenditori, degli ammalati e delle diversità positive che possiamo esprimere. Non siamo contro alcuno ma difenderemo con le unghie chi non può farlo. E allora, Vigni Simone, drizziamo la schiena: noi ci siamo, io ci sono, e tu sei in grado di schierare un partito che pensi, si confronti, difenda i propri cittadini fuori dal ricatto e contrastando l’inerzia dell’opportunismo? “