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Albergatori infuriati contro la riforma Testo unico Turismo

Marco Bianciardi - Federalberghi

“La Giunta ha approvato una proposta di riforma che penalizza gli alberghi: per noi obblighi, oneri burocratici e fisco, per tutti gli altri nessuna regola”. E’ quanto denuncia Marco Bianciardi, presidente Federalberghi-Confcommercio Siena. La proposta di riforma della L.42/ 2000, altresì nota come Testo unico delle leggi regionali in materia di Turismo, prevede, oltre ad altri provvedimenti, che le case e appartamenti per vacanze abbiano la possibilità di offrire servizi accessori, anche in forma centralizzata; in pratica i proprietari che affittano case o camere possono associarsi o dare in gestione ad una impresa il servizio di accoglienza unificato all’esterno e in grado di indirizzare alle strutture che vi fanno riferimento, nonché l’eliminazione l’obbligo di classificazione con le stelle, per gli alberghi. Secondo Federalberghi-Confcommercio infatti la riforma così come concepita attualmente aumenta il sommerso, come già evidenziato dal conteggio di strutture registrate presso la Provincia di Siena e altri siti Internet di commercializzazione di strutture ricettive.
“Chiediamo – continua il presidente Bianciardi – che tutti gli operatori dell’accoglienza debbano agire con le stesse regole, garantendo la sicurezza del cliente (prevenzione incendi, impianti a norma, sicurezza alimentare, etc..), di rispettare i contratti di lavoro e le leggi sulla sicurezza dei dipendenti (regolarmente non osservate e violate fuori dal settore tradizionale alberghiero), di sottoporsi alla stessa tassazione, nazionale, regionale e comunale, cui sono sottoposti gli alberghi.
In accordo con gli altri Associati regionali, intendiamo far giungere a maggioranza ed opposizione, in Consiglio Regionale, una pioggia di emendamenti, anche se restiamo convinti che nella incertezza del quadro legislativo nazionale prodotto dalla non ancora certa riforma del titolo quinto della costituzione, meglio sarebbe stato rinviare il tutto alla prossima legislatura“.
Adesso il dibattito si sposta in Consiglio Regionale cui spetta l’ultima parola.

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