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Al via il Festival della Salute. “Siena è il fulcro della Farma valley toscana”

Il Festival della Salute, a Siena per il secondo anno consecutivo, entra nel vivo. Ieri alle 17 al Teatro dei Rozzi si è svolta la cerimonia di apertura, officiata dal conduttore televisivo Claudio Sottili, un passato a Radio Montecarlo, attualmente animatore del Caffè della Versiliana e curatore di “Toscana a Tavola” su ToscanaTv.

L’introduzione spetta all’assessore alla Salute del Comune di Siena, Francesca Appolloni, che ribadisce l’importanza per Siena di ospitare un evento come questo festival.  «Vivo il ritorno del Festival come fosse il ritorno di un gruppo di amici. Un anno fa abbiamo vissuto un’esperienza indimenticabile. Man mano che ciascuna delle nostre previsioni andava in fumo per l’avanzare delle proibizioni volte a proteggerci dalla pandemia, ho sentito come non mai di esser resiliente e l’intero apparato lo è stato intorno a me. E il Festival si è tenuto regolarmente, da Siena e per Siena sono stati lanciati messaggi di cultura, prevenzione e scienza; i miei concittadini – purtroppo chiusi nelle loro case – hanno avuto un’occasione unica per conoscere di cosa è fatto il nostro orgoglio per la Sanità e la Ricerca senesi. Ma questo Festival non sarà una rimpatriata tra amici che hanno lavorato bene assieme. Pretendiamo molto dallo svolgimento di questo evento che, in un futuro in cui ogni barriera sarà abbassata, può risultare utile a proporci come sito prestigioso per gli eventi di grande cultura professionale. Come ha avuto modo di affermare il nostro Sindaco, da Siena e per Siena, con gli occhi della salute nazionale puntati su di noi, vogliamo che prenda un corso e una forma il nostro progetto di creare un Distretto di Scienze della Vita nella nostra città».

Quindi i saluti di benvenuto da parte delle autorità, ai numerosi professionisti ed esperti che animeranno i quaranta eventi in programma da oggi, giovedì, a domenica, e a tutti i cittadini.

Il sindaco Luigi De Mossi punta l’attenzione sull’importanza di Siena come punto di riferimento per la salute futura, potendo già contare su una solida base di scienza, ricerca e innovazione. «È un onore per la nostra città essere protagonista di un Festival dedicato alla salute e alla ricerca. Tanti i professionisti e gli studiosi che si succederanno in molti luoghi della nostra città. Una vera e propria tavola rotonda che deve porre le basi per la salute futura, partendo dal periodo in cui ci troviamo adesso, ancora condizionato dal Covid 19. In questo le istituzioni devono assumere un ruolo fondamentale, cercando di lavorare in sinergia con tutte le parti coinvolte. Altri temi per noi importanti, sui quali questa Amministrazione sta lavorando con attenzione e che saranno al centro del Festival della Salute sono la Scienza, ricerca e innovazione. Sono tutti punti fondamentali per costruire l’avanguardia dei prossimi anni a partire proprio da Siena, un contesto carbon free, a basso impatto industriale, perfetto quindi come centro di sperimentazione per l’innovazione e la ricerca. È necessario partire da qui, quindi dal Distretto delle Scienze della Vita, passando per l’Azienda ospedaliera-universitaria e raggiungere con questa avanguardia tutta la Regione, guardando oltre i singoli campanili. Al Festival della salute non abbiamo dato solo il patrocinio, ma abbiamo deciso di partecipare attivamente. Del resto la storia della città è anche storia sanitaria e per questo il nostro proponimento è proseguire con questa collaborazione facendo di Siena la sede naturale del Festival anche per i prossimi anni. Credo molto in questo evento perché tutti insieme possiamo fare tanto».

Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, riconosce il ruolo predominante di Siena nel campo della ricerca scientifica, soprattutto in campo farmacologico, ricordando il ruolo determinante della TLS, Tuscany Life Sciences, nello studio delle cellule monoclonali per combattere il Covid-19.

«Non potevamo scegliere una sede più appropriata dove svolgere la seconda parte dell’edizione 2021 del Festival della Salute – ha detto – che si concentrerà in particolare sulla salute futura, tra scienza e innovazione. Siena, oltre che sede universitaria, è infatti il fulcro della Farma valley toscana e vi ha sede TLS, la Tuscany Life Sciences, che ha avuto e sta avendo un ruolo determinante nello studio delle cellule monoclonali per combattere l’infezione da Covid, il virus che da oltre due anni sta condizionando le nostre vite e le nostre scelte. Se una lezione possiamo trarre dall’esperienza che abbiamo fatto attraverso le scelte compiute per contrastare la pandemia, è che dobbiamo far tesoro di ciò che abbiamo imparato per predisporre le soluzioni e ripensare l’organizzazione del nostro sistema sanitario. La Toscana, da questo punto di vista, può vantare solide tradizioni, eccellenze a livello nazionale e internazionale, un solido e ben organizzato Sistema sanitario che gli ha permesso di reggere le ondate pandemiche e di garantire le migliori cure a tutti i suoi cittadini. Anche recenti sondaggi, se mai ce ne fosse stato bisogno, testimoniano dell’apprezzamento da parte dei cittadini della Toscana del nostro Sistema sanitario, che resta quello più pubblico e universalistico d’Italia e che ha dimostrato grande capacità di tenuta anche durante la pandemia. Non sono certo mancati, come ovunque nel mondo, momenti di reale difficoltà di fronte ad uno scenario non soltanto inatteso ma anche inedito e di fronte ad un virus rispetto al cui comportamento gli stessi scienziati non avevano esperienze. Nonostante ciò abbiamo retto l’urto, risalito le classifiche e possiamo dire di essere di nuovo nel gruppo delle Regioni di testa per tutti gli indicatori e primi in Italia per alcuni, a partire dal numero di vaccinati”.

“Voglio tuttavia ribadirlo qui – ha aggiunto Giani -: non dobbiamo deflettere dal nostro impegno, volto a convincere un numero sempre maggiore di cittadini a vaccinarsi, a partire da coloro che, sbagliando, non l’hanno ancora fatto. Ed è fondamentale, così come stiamo facendo, procedere speditamente con le terze dosi alle quali stiamo dedicando il nostro impegno. Manca davvero poco al traguardo dell’immunità di gregge, meta possibile e che occorre continuare a perseguire con determinazione. La pandemia ha sottolineato anche, se mai ce ne fosse stato bisogno, l’importanza dei servizi sanitari sul territorio e la necessità di garantirne la massima accessibilità alle cure di base per tutti i cittadini, a partire dalle categorie più deboli, sia dal punto di vista economico che sanitario. È ciò che abbiamo fatto in primo luogo per i nostri anziani, per gli ospiti delle Residenze sanitarie alberghiere e per i soggetti fragili. È ciò che abbiamo intenzione di fare continuando a sviluppare la sanità digitale, a dotare il nostro sistema di strumentazioni all’avanguardia e di professionisti di sicuro valore e di larga esperienza, a tutti i livelli, a partire dagli operatori socio sanitari che operano nei presidi ospedalieri, per venire agli infermieri, fino a i medici e ai primari. È fondamentale investire nel personale. Infatti, per riuscire a realizzare quanto è previsto dal Pnrr, oltre agli investimenti su strutture e tecnologie servono risorse per nuove assunzioni di medici, di infermieri e di tutte le altre figure necessarie per dare corpo al rafforzamento della sanità territoriale e far vivere le future Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità”.

“Per una buona e sempre migliore sanità del futuro – conclude Giani – sarà fondamentale anche garantire un adeguato ricambio generazionale tra le migliaia degli operatori che compongono il nostro sistema sanitario, a cominciare dal lavoro di formazione dei nostri specializzandi. E sarà fondamentale, lo ribadisco qui a Siena, continuare ad investire nella ricerca per trovare rimedi sempre più efficaci contro le malattie più diffuse ma anche nei confronti di quelle più rare. La salute del futuro, lo abbiamo sottolineato anche con questi quattro giorni di incontro, dovrà infatti basarsi sulla scienza, sulla ricerca e sull’innovazione, perché la capacità di innovare è tipica dei sistemi complessi in grado di adattarsi alle mutate condizioni a cui sono chiamati a rispondere. Ed è anche con iniziative come questo Festival della salute che riusciamo a mettere a confronto esperienze e saperi, professionalità e figure cardine, per delineare un percorso virtuoso e per dar prova di immediata capacità di reazione e adattamento. Grazie quindi a tutti voi per la vostra presenza, per il vostro impegno e per il contributo che darete, ne sono certo, in questa direzione».

Antonio D’Urso (direttore generale Asl Toscana Sud Est) allarga lo sguardo all’ambiente, e alla sua importanza in relazione alla salute dell’uomo.

«Questo Festival, in ogni sua edizione – ha detto -, è stato occasione per fare il punto sul presente e sul futuro della sanità italiana. Oggi lo è in modo particolare. Covid e PNRR ci pongono di fronte alla necessità di scelte strategiche: la sanità dei prossimi decenni va disegnata oggi. Penso ovviamente  a visioni, strutture, modelli gestionali. Ma penso anche ad una nuova e diffusa cultura della salute. La prima parte del Festival sarà dedicata al rapporto tra ambiente e salute con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini. La seconda alla scienza e alla ricerca. Se facciamo convergere questi due temi, entriamo nella cronaca di oggi e cioè a come i cittadini vivono il tema della salute. Alcune piazze e molte proteste rendono evidente che non sempre la scienza, la coesione sociale, il bene comune guidano le scelte. Il futuro della sanità è anche nella sua capacità di informare e convincere, di affermare la scienza quale unica stella polare nelle scelte in materia di salute».

Silvio Franceschelli, presidente della Provincia di Siena, ha ribadito l’omogeneità del servizio ai territori.

“Il futuro della sanità – ha detto – deve tornare a passare dai territori. E per farlo è necessario rimettere al centro dell’azione politica concetti quali prossimità, presa in carico del paziente e continuità assistenziale.  Se c’è una lezione che la pandemia da Covid-19 ci ha insegnato, è proprio questa: tornare a fare squadra e non perdere in alcun modo il contatto con le comunità locali. Ecco quindi, che ritengo fondamentale superare gli elementi di frammentazione, dovuti alla diversità dei contesti territoriali, alla loro pluralità e alla compresenza di diversi modelli di governance. Cronicità e fragilità, insieme ai presidi di assistenza territoriali devono essere al centro del sistema di un sistema delle cure in grado di dare quelle risposte che i cittadini si attendono”.

Il saluto del Presidente di Asp Siena, Mario Valgimigli: “Asp pone in prima linea il benessere e i diritti dei cittadini nella battaglia contro il covid. In sinergia con il Comune. Siamo un baluardo in questo momento di difficoltà. Nostro scopo anche la tutela della disabilità e stiamo. Implementando progetti per favorire ed aiutare persone con disabilità per migliorarne la qualità della vita. Partecipiamo con orgoglio a questo festival”.

Francesco Frati, magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Siena ha detto: “Scienza, ricerca e innovazione per la salute futura riassumono l’Università. Sono comparti in cui ci impegniamo per mettere i risultati a disposizione dei cittadini. Questa missione dell’Università ha una storia lunga, dalla seconda metà dell’Ottocento, quando si cominciava a creare sinergia tra ricerca e parte assistenziale. Una sinergia che è stata utile alla nascita delle strutture ospedaliere universitarie in Italia. Orgogliosi della partecipazione dei nostri docenti al Festival perché innanzitutto mettono a disposizione la loro professionalità con passione ed entusiasmo. Il “prof” universitario, il medico in particolare, ha la fortuna di far convergere in sé professionalità e umanità”.

Antonio Barretta, direttore generale AOU Santa Maria alle Scotte, impossibilitato a partecipare alla cerimonia di apertura a causa di un impegno urgente ed improvviso, si scusa e con un messaggio, augura a tutti i partecipanti buon lavoro.

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