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Agricoltura senese, il 2015 è l’anno della ripresa. Tanti segni ‘più’ ma i redditi restano bassi

In ripresa l’agricoltura senese. Anche perché peggio della tragica annata 2014 non poteva andare. E così, fra alti e bassi, fra nubifragi e bombe d’acqua improvvise; con una battaglia all’Imu, (iniziata proprio in provincia di Siena, al casello autostradale di Bettolle) e alla fine vinta dagli agricoltori italiani, il settore rurale della provincia di Siena traccia un bilancio positivo sull’anno 2015 giunto ai titoli di coda.

«Un anno iniziato con la battaglia Imu – commenta il presidente Cia Siena Luca Marcucci -, che ha preso il via proprio nel territorio senese a livello nazionale. Proseguita poi con un andamento climatico che di tanto in tanto ha fatto le bizze, provocando danni ingenti alle aziende agricole; su tutte il nubifragio di fine agosto che ha falcidiato il territorio della Val d’Arbia. In un bilancio di fine anno possiamo parlare di ripresa, almeno dal punto di vista produttivo – aggiunge Marcucci -; dopo i disastri e le emergenze climatiche che hanno colpito alcune zone della provincia in momenti diversi (nubifragi, alluvioni, dissesti idrogeologici), e problemi fitopatologici (come mosca delle olive, cinipide del castagno), sono tornate alcune produzioni e, complessivamente, abbiamo avuto un’annata con il segno positivo sia in termini di qualità che per la quantità. Anche sui mercati – prosegue – c’è la tendenza al riconoscimento della qualità delle produzioni senesi e del loro valore. Segnali positivi che si evidenziano anche dal punto di vista del reddito, e che vanno in parte a compensare ciò che si è perso negli ultimi anni. Un settore vitale e dinamico come dimostrano anche i tantissimi progetti presentati sui bandi del nuovo Psr, in particolare sui Progetti Integrati di Filiera e sul Pacchetto Giovani con investimenti».

I dati dell’annata agraria segnalano una stagione positiva per il vino, con una qualità ottima e quantità in lieve crescita. «Bene – commenta il direttore Cia Siena Roberto Bartolini – anche l’andamento dei prezzi pe i nostri principali vini: si dal +30% del valore di Brunello e Vernaccia al +10% del Chianti Classico». Riparte l’olio extravergine dopo l’annata tragica del 2014, che aveva falcidiato la produzione di un abbondante 70%. Ottima la qualità per l’olio di annata e produzione al +25% rispetto al 2013. Per l’ortofrutta (zona Valdichiana) la Cia Siena registra un calo della produzione, ma sono in crescita sia il mercato interno, sia l’export, e con esso aumentano i prezzi (+8%). E per la prima provincia come numero di agriturismi, il turismo rurale continua ad essere una voce molto importante per le aziende agricole del territorio senese: «È aumentata la presenza di italiani e stranieri – spiega Bartolini -; fino a maggio le nostre strutture hanno registrato una scarsa presenza, mentre da giugno a novembre numeri costanti da tutto esaurito. Livellamento dei prezzi in diminuzione secondo un trend che dura da ormai tre anni».

Ha ripreso anche il mercato interno delle castagne. Per quanto riguarda la zootecnia è stabile il mercato dei bovini da carne; stabile anche quello dei bovini da latte dopo un calo consistente degli ultimi anni (ma con prezzi ancora bassi rispetto ai costi di produzione), in diminuzione gli ovini da carne (prezzi bassi), mentre per gli ovini da latte quantità in calo a causa del basso prezzo riconosciuto alla stalla, ed a causa dei continui attacchi dei predatori. Per i cereali registrato una produzione +10% (alla raccolta), calo dei prezzi (-10%), da 27 euro al quintale del 2014 ai 24 di oggi.

L’agricoltura – conclude la Cia Siena – si conferma sempre più come pilastro dell’economia senese; è necessario sostenere il settore con politiche idonee e gli strumenti opportuni a disposizione, alleggerire il peso della burocrazia che resta uno dei principali problemi e favorire sempre di più la competitività dei prodotti toscani sui mercati interni e su quelli internazionali. Senza dimenticare la piaga degli ungulati e predatori, che va definitivamente risolta.

SIENA: L’ANNATA AGRARIA 2015 PER PRODUZIONI

Segnali positivi per l’annata del vino: ottima la qualità e leggero incremento della produzione. Prezzi in ascesa (+10%) con differenze fra Brunello di Montalcino e Vernaccia di San Gimignano (+30%); Chianti Classico (+10%); fino al Nobile di Montepulciano e Chianti, aumentati dal 5 all’8%.

Per l’olio senese ottima la qualità, dopo l’attacco della mosca del 2014 (con la produzione ridotta al meno del 70% sulle medie degli ultimi anni), quest’anno ritorna la quantità, prezzi in aumento (+25%) sul 2013 e mercato interno in crescita.

Per l’ortofrutta in provincia di Siena minore produzione (-15/20%), ottima la qualità. In aumento i prezzi (+8%), export (+8%) e mercato interno (+7%).

Bene l’agriturismo: in aumento nel nostro territorio – continua la Cia Siena – la presenza di agrituristi (+15/20%) sia italiani che stranieri. Fino a maggio scarsa presenza, da giugno a novembre compreso, tutto esaurito. Prezzi in diminuzione secondo un trend che dura da tre anni.

Per quanto riguarda i pomodori da industria, lieve calo della produzione (-5%).

Stabile la produzione dei bovini da carne, con prezzi in lieve crescita rispetto al 2014.

Produzione invariata anche per i bovini da latte, dopo un calo consistente degli ultimi anni; prezzi bassi rispetto ai costi di produzione.

Produzione in calo e prezzi bassi in provincia di Siena per gli ovini da carne.

Non va meglio la situazione per gli ovini da latte: produzione in calo a causa del basso prezzo del latte riconosciuto alla stalla. Calo di produzione latte e chiusura di allevamenti a causa degli attacchi dei predatori che stanno distruggendo le aziende senesi. Prezzi bassi per gli agricoltori a fronte di costi di produzione elevati.

Annata positiva per la castanicoltura (presente nelle aree del Monte Amiata e Montagnola senese), aumenta la quantità (+200%) e calano i prezzi (-20%) rispetto allo scorso anno.

Per la cerealicoltura si registra un aumento della produzione del 10% (alla raccolta), calo dei prezzi (-10%), passando dai 27 euro al quintale del 2014 ai 24 di questa annata cerealicola.

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