Accoglienza e integrazione, i pilastri del progetto “Protetto. Rifugiato a casa mia”
14 Set, 2016
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Accoglienza e integrazione sono i punti focali dell’iniziativa “Protetto. Rifugiato a casa mia”, promossa dalla Caritas Italiana. Grazie al fattivo impegno di famiglie, parrocchie e istituti religiosi, il progetto, che sta ottenendo risultati di rilievo in tutta Italia, punta ad aiutare i migranti inserendoli in un contesto familiare che possa ridare loro fiducia e speranza. L’iniziativa sarà presentata venerdì 16 settembre alle ore 17.30 presso l’auditorium Santo Stefano a La Lizza nell’incontro organizzato dalle Acli Siena, dalla Caritas diocesana e dalla Fondazione Opera Diocesana Senese per la Carità. Interverranno l’arcivescovo Antonio Buoncristiani, la coordinatrice Caritas di “Protetto” per l’area centro Italia, Barbara Lanzoni, assieme al formatore Roberto Guaglianone e a un rappresentante delle Acli nazionali. A fare gli onori di casa sarà Enrico Fiori, responsabile delle Acli della provincia di Siena. “Il progetto riguarda i rifugiati che potremo accogliere nelle nostre parrocchie o nelle famiglie senesi – ha detto ai microfoni di Are -, già ci sono persone che hanno aderito, saremmo contenti se ci fossero altri senesi ad aderire all’iniziativa”. I beneficiari del progetto verranno ospitati in un nucleo familiare per un periodo di almeno sei mesi e anche nel caso di accoglienza in parrocchia o in istituti religiosi del territorio saranno comunque seguiti da famiglie della comunità, chiamate ad accompagnarli in un percorso di integrazione che appare la vera sfida dell’immigrazione.