A Poggibonsi interventi in corso per l’edificio di piazza XVIII luglio
15 Gen, 2019
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Proseguono i lavori di riqualificazione dell’edificio di piazza XVIII luglio che andrà ad ospitare una casa famiglia e un centro di aggregazione per adolescenti. “Al momento il cantiere procede con le operazioni di adeguamento strutturale dell’intero edificio. Nei prossimi giorni inizieranno i lavori anche sulla copertura della struttura – dice il sindaco David Bussagli –. Si tratta di un intervento centrale nel Progetto di Innovazione Urbana, con cui andiamo a rigenerare uno spazio pubblico, in questo caso edificio da tempo in disuso mantenendone la natura sociale. La rigenerazione porterà infatti ad implementare in qualità e quantità la gamma dei servizi presenti mettendo in campo nuove risposte ai bisogni del territorio legati in particolare ai minori e agli adolescenti”. L’edificio in questione nasce nel 1955 per ospitare il Centro Assistenziale ONMI (Opera Nazionale per la protezione della Maternità e dell’Infanzia), e ricopre una superficie complessiva di circa 560 mq di cui buona parte del piano terra (dove è possibile sfruttare anche lo spazio esterno) sarà per lo spazio aggregativo, il piano primo e una piccola porzione del piano terra saranno per la Casa Famiglia.

Il centro di aggregazione sarà destinato a molteplici attività, con la ricollocazione di servizi già esistenti e la creazione di nuove risposte rivolte a minori ed adolescenti della Valdelsa. E quindi percorsi educativi, laboratori e attività di socializzazione, un insieme di opportunità di aggregazione all’interno di uno spazio complesso organizzato in cui si possa vivere quotidianamente relazioni importanti.

La casa famiglia per minori e adolescenti sarà invece una struttura di accoglienza gestita da una coppia formata, e con esperienza in tal senso, che abbia deciso di mettersi al servizio dei minori in difficoltà. La struttura sarà in grado potenzialmente di accogliere fino ad un massimo di 4/6 minori, nella fascia di età dagli zero anni alla maggiore età, con progetti differenti individuali che puntano a valorizzare i bisogni di ciascuno. In sostanza la comunità di tipo familiare richiama per certi aspetti l’istituto dell’affidamento grazie alla presenza di una coppia genitoriale ivi residente ma integrata da figure professionali.

La riconversione in atto consiste in una trasformazione funzionale del fabbricato mediante riqualificazione e ristrutturazione dell’intero edificio con adeguamento sismico, completo rifacimento di tutti gli impianti, variazioni della distribuzione dei locali per adattarsi alle nuove destinazioni d’uso, sostituzione delle pavimentazioni e delle finiture, modifiche agli spazi pubblici esterni e completo rifacimento del corpo scale interno con la dotazione di ascensore per garantire nuova accessibilità alla struttura ed efficientamento energetico dell’edificio.

L’intervento (costo da progetto di 1,3 milione di euro) rientra nel Progetto di Innovazione Urbana PIU Città + Città. Termine previsto settembre 2019.