Gelo notturno: in ginocchio le eccellenze senesi
21 Apr, 2017
gelo viti

Dal nord al sud della provincia di Siena, il brusco calo termico della notte appena passata ha provocato danni ingenti. Centinaia le aziende coinvolte per molte centinaia di migliaia di euro di danni. A soffrire la gelata di questa notte sono stati i vigneti, in particolare quelli a fondovalle: da San Gimignano, dove si sono bruciate le vigne di Vernaccia, fino a Montepulciano, dove a subire le temperature sotto zero sono stati i vigneti del Nobile. A questi si aggiungono i vigneti del Chianti Colli Senesi, che attraversano tutto il territorio.
Agronomi e tecnici di Coldiretti a lavoro dalle prime ore di questa mattina, a fianco delle aziende, per monitorare la situazione: “Stiamo monitorando tutta la provincia per la verifica della situazione – commenta Simone Solfanelli, direttore Coldiretti Siena – per fortuna le zone più alte non sembrano danneggiate. Il problema sembra per le colture a fondovalle, da San Gimignano a Montepulciano. Sono centinaia le aziende che hanno subìto danni in una forbice che va dal 20 al 60% della futura vendemmia. Danni occorsi a macchia di leopardo un po’ in tutta la provincia. Difficile stabilire i danni in termini economici, a oggi parliamo di un dato parziale, perché le previsioni meteo non sono benevole fino a tutto il fine settimana quindi dovremo vedere come reagiranno le piante. Stiamo contattando le aziende per verificare la situazione. Si parla di diverse migliaia di euro di danni ma ancora non è finita”.
Misure da poter prendere ce ne sono: “Prima di tutto la possibilità di risarcimento assicurativo alle coltivazioni – spiega Solfanelli – Ovviamente chiederemo alla Regione Toscana un qualche intervento straordinario affinché gli agricoltori non siano lasciati soli, perché c’è il rischio concreto, altrimenti, per tante aziende, di veder svanire con il gelo il prodotto della vendemmia annuale. Cioè il lavoro. Lo stesso vale per le colture cerealicole che hanno subìto il gelo nelle Crete e per l’erba medica – della quale si nutrono gli animali -, bruciata dal freddo”.

Sull’argomento anche l’intervento di Confagricoltura Toscana
Oltre il 20% della produzione andata distrutta per un valore di circa 80 milioni di euro. E’ la stima di Confagricoltura Toscana che fa il bilancio dei danni nei vitigni dopo l’improvvisa ondata di gelo che ha colpito buona parte della Toscana mettendo in ginocchio numerose aziende alle prese con temperature scese anche sotto lo zero.

Danni abbastanza contenuti si sono registrati sulle aree litoranee, come a Bolgheri ed in Val di Cornia, e della Toscana meridionale, dove sulle colline di Scansano, di Capalbio ed in quasi tutta la Maremma le temperature solo raramente sono scese oltre i livelli critici.

Danni maggiori, sebbene riguardanti solo le porzioni inferiori dei versanti, a Montalcino, mentre nelle zone di produzione del Chianti, del Chianti Classico e di Rufina, si registra una rilevante intensità di danno, mediamente superiore al 20% con alcune aziende che hanno perso fino al 90% della produzione.

“Non è ancora finita – spiega Francesco Colpizzi, presidente della Federazione Vitivinicola di Confagricoltura Toscana – siamo in apprensione per i prossimi giorni. Le stime fatte non sono ancora definitive e, se per un verso le viti possono ancora reagire – benché in piccola parte – germogliando dai complessi gemmari secondari, per l’altro, purtroppo, in base alle previsioni meteo dei prossimi giorni i danni sarebbero destinati ad aumentare. La fotografia dei nostri vigneti ad oggi è desolante. Inoltre solo una minima parte dei danni sofferti potrà essere oggetto di risarcimento alle aziende visto che, in base alle norme comunitarie che riconoscono lo stato di calamità soltanto al superamento del 30% di danni, le assicurazioni per avversità atmosferiche previste dalle politiche comunitarie interverranno ad indennizzare le aziende solo oltre tale soglia”.